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Rimini Top 10

Dalla Domus del Chirurgo al Tempio Malatestiano, dalla passeggiata nell'antico Borgo San Giuliano, al divertimento notturno nella Vecchia Pescheria. E poi le atmosfere felliniane, il fascino di Marina Centro: insomma, le dieci ‘attrazioni’ da non perdere.

 

La Domus del chirurgo
A partire dal 7 dicembre 2007 è aperta al pubblico la Domus del chirurgo, una piccola Pompei riemersa dal buio dei secoli nel cuore storico di Rimini. 
Un successo di pubblico che fa di questo sito archeologico una delle principali attrazioni turistico culturali della città. A fare il giro del mondo, l’importanza del ritrovamento archeologico del tutto eccezionale che qui è stato rinvenuto: il più ricco corredo chirurgico del mondo romano a noi noto.
E una suggestiva scenografia ove scorrono 2000 anni di storia in una cornice disegnata con i più attuali criteri della musealizzazione.
Ad aprirsi agli occhi del visitatore è un'area archeologica di 700 mq. che ha restituito gli strumenti del lavoro di un chirurgo che operava all'interno di un'abitazione di Ariminum del III secolo, destinata in parte all'esercizio della professione medica e farmaceutica. Uno scavo che l'opera architettonica protegge e valorizza, offrendolo allo sguardo dei passanti. La struttura si inserisce nello spazio urbano integrandosi nel giardino della piazza Ferrari: al suo interno un sistema di passerelle trasparenti, sospese sulle strutture antiche, ne consente un'agile lettura. Il caso ha voluto che la Domus si trovi proprio accanto al Museo, di cui fa parte integrante completandone il percorso.

Museo della Citta' 'Luigi Tonini'
In via L. Tonini, 1, accanto alla Chiesa del Suffragio, ospitato nel settecentesco collegio dei Gesuiti (per info tel. 0541.21482), il Museo della Città raccoglie il passato di Rimini. È una miniera di meraviglie e curiosità. Ci sono le piccole pedine che venivano usate come biglietti di ingresso all’Anfiteatro, statuine di gladiatori. Gruzzoli di spiccioli dell’epoca romana, sfarzosi mosaici, anfore e laterizi delle fornaci di argilla aperte dai primi imprenditori riminesi.
La sezione Archeologica del Museo presenta tutte le tappe della civiltà fino all’epoca romana e al tardoantico. Dedicata alla Rimini imperiale del II e III secolo, particolare risalto viene data alla Domus di Palazzo Diotallevi, celebre per il mosaico delle barche, e alla Domus di piazza Ferrari, nota per il ricchissimo strumentario del medico-chirurgo.
Nel Museo sono esposte le opere della Pinacoteca, ove si possono ammirare dipinti, sculture e ceramiche, arazzi e oreficerie, l'imponente affresco con il Giudizio Universale proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino, i capolavori della Scuola Riminese del Trecento, il raffinato Crocifisso di Giovanni da Rimini e il prezioso polittico di Giuliano da Rimini, vasellame e boccali decorati con stemmi malatestiani, preziose tavole dell'età d'oro della signoria dei Malatesta commissionate da artisti di grande fama quali: Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio, Pisanello e Matteo de' Pasti, Guido Cagnacci, il Centino, il Guercino e Simone Cantarini. Il cortile interno ospita il Lapidario romano con un'ampia raccolta di iscrizioni dal I sec. a.C al IV d.C.
La creatività del ‘900 domina nella sezione dedicata a René Gruau, mito della grafica mondiale e nella sala del “Libro dei sogni” di Federico Fellini. 

Il borgo San Giuliano
Oggi a Rimini se si parla di “borgo” s’intende soprattutto quello di San Giuliano, sulla sponda settentrionale del fiume Marecchia, separato dal centro storico dal Ponte di Tiberio. Nato intorno all’anno Mille, era l’antico quartiere dei pescatori. Oggi le case qui sono alle stelle ed è un piacere passeggiare fra e sue stradine e piazzette, classico esempio di antica edilizia popolare, povera, di sapore medievale, ma perfettamente ristrutturate: muri color pastello spesso decorati da grandi murales, vasi di fiori sui balconi. Un buon ingresso può essere la piccola via Marecchia. Si passeggia nel silenzio (la zona è isola pedonale) in un’atmosfera carica di poesia. Si dice che il Borgo San Giuliano fosse il luogo preferito di Federico Fellini e Giulietta Masina. Merita una visita la chiesa di San Giuliano, di sapore palladiano, antica abbazia benedettina (IX sec.) che la tradizione vuole eretta su un tempio pagano. Non solo perché fra le varie opere c’è anche un dipinto di Paolo Veronese: il Martirio di San Giuliano (è sull’altare maggiore). Ma anche perché proprio sotto la grande tela c’è un sarcofago di marmo di età romana: si dice che contenga le spoglie del giovane santo istriano torturato dal proconsole Marciano. La tradizione narra che il sarcofago si arenò misteriosamente sulla spiaggia di Rimini, proveniente dalla Dalmazia. Da allora in quel punto sgorga una fonte di acqua miracolosa: la Sacramora, cioè la sacra dimora. Da sempre la chiesa è meta di pellegrinaggio. Il Borgo San Giuliano ha una caratteristica particolare: l’interesse a coltivare e custodire la propria storia, anche quella piccola e vicina nel tempo. C’è una storia di orgoglio nel definirsi “borghigiani”, legato anche a questa memoria continuamente rinnovata. Ogni due anni nel mese di settembre qui si tiene la Festa de’ borg: un appuntamento immancabile per riminesi e non.

Tempio Malatestiano
Via IV Novembre. È un’intensa storia d’amore quella che racconta il Tempio Malatestiano (1450), capolavoro del Rinascimento italiano. L’amore è quello fra Sigismondo e la sua giovanissima amante diventata poi la terza e ultima moglie Isotta Degli Atti. Sigismondo fece realizzare quest’opera (prima rimaneggiando, poi demolendo una chiesa francescana) con l’idea che dovesse diventare un mausoleo per sé e per Isotta. Candido e ieratico con la facciata di marmo, firmata da un gigante della storia dell’architettura, Leon Battista Alberti, il Tempio Malatestiano contiene una serie di cappelle e di tesori: un Crocefisso di Giotto, un affresco di Piero della Francesca, i preziosi bassorilievi degli angeli che suonano su sfondo blu. La particolarità del Tempio Malatestiano è che per la prima volta, in piena filosofia rinascimentale, non si celebra solo Dio, ma piuttosto un uomo, Sigismondo. Un uomo che però cadde in disgrazia. Il suo sogno, il progetto non fu mai concluso. Ma è un incompiuto splendido.

La vecchia pescheria e i luoghi del divertimento
Sono due i cuori pulsanti della ‘movida’ riminese che, a seconda delle stagioni, accendono il divertimento notturno: la zona del porto e di Marina centro, con gli street bar e i locali sulla spiaggia, e le piazzette e le viuzze del centro storico dietro la ‘Vecchia Pescheria’ e nel Borgo San Giuliano a due passi dal bimillenario Ponte di Tiberio. Qui ogni sera si ritrovano migliaia di giovani per un aperitivo, uno spuntino, un concerto, un incontro. Il fascio della pescheria vecchia e del borgo è dato dal perfetto connubio fra fascino della storia e meeting point di tendenza: cantinette, pub, ristorantini, tavoli all’aperto, luci di candele. La zona della Pescheria Vecchia, nel cuore del centro storico, è un po’ la Montmartre di Rimini. Fra piazzette medioevali e vicoli romantici si svolge la vita notturna della gioventù riminese. Si cena sotto le stelle in una piazzetta secolare o si beve qualcosa chiacchierando sotto un colonnato candido, con i suoi banconi di marmo settecenteschi. Qui sono nate tante tendenze poi esportate nel resto d’Italia: una moda esplosa con l’apertura della sede riminese dell’Università di Bologna che ha portato da tutta Italia oltre 6000 studenti (www.polorimini.unibo.it). Una curiosità: nella poetica piazzetta Gregorio da Rimini c’è il più antico negozio di libri della città: la Libreria Riminese (che in estate è aperta anche la sera) e al numero 4 la casa dove abitava lo studente liceale fuori sede Giovanni Pascoli (1855). La Vecchia Pescheria e il Borgo San Giuliano negli ultimi anni sono diventati un vero e proprio meeting point serale, 12 mesi all’anno.

Marina Centro
È l’anima della Rimini balneare. È il punto centrale del lungomare. Marina Centro ha una vera e propria data di nascita ufficiale: 1843. Fu in quell’estate che alcuni imprenditori (i conti Baldini e il medico Claudio Tintori) aprirono il primo stabilimento balneare. Estate dopo estate, sempre più villeggianti, famiglie della buona borghesia presero a passare lunghe settimane a Rimini. Tanto che nel 1869 il Municipio di Rimini decise di valorizzare la “risorsa spiaggia”. Rilevò lo stabilimento Tintori-Baldini e diede l’incarico a un notissimo medico e fisiologo, Paolo Mantegazza, specialista di talassoterapia, di ideare, realizzare e dirigere un nuovo “Grandioso Stabilimento Balneare”. Fu la svolta. Rimini divenne la località dove l’aspetto terapeutico della “cura dei bagni di mare” si univa per la prima volta al divertimento. In meno di 50 anni il paesaggio cambiò. Al posto di dune di sabbia e piccoli acquitrini, si materializzò una città elegante, fatta di villini Libertye passeggiate. Ormai la strada era tracciata: non solo bagni terapeutici, i vacanzieri sembravano arrivare a Rimini sempre più per rilassarsi, divertirsi, sorridere. Risultato: lo stabilimento riminese divenne “incontrastabilmente il primo di tuttaItalia”. Nel 1845 fu inaugurato un servizio di calesse a cavallo che collegava il centro alla spiaggia lungo l’alberato viale Principe Amedeo. Ancora oggi è pieno di verde e di edifici fine ‘800. Nel 1872 fu costruito anche il Kursaal con i suoi valzer e charleston sotto le stelle. Rimini era davvero ormai un posto alla moda. Marina Centro andrebbe vista in almeno due momenti: la mattina quando la vita si rimette in moto e gli ospiti chic del Grand Hotel attraversano il viale per scendere in spiaggia. E alle luci del tramonto quando i pescherecci rientrano in porto inseguiti da stormi di gabbiani Il punto migliore per aspettarliè la “palata” (contratto forse da “palizzata”). È il molo alla fine di viale Tintori: una passerella di 200 metri costruita sul mare. Un luogo per meditare, circondati dall’acqua a destra e a sinistra. Ad ogni ora del giorno incontrerete riminesi in cerca di un momento di introspezione. È proprio qui che Federico Fellini immaginava l’apparizione notturna del transatlantico Rex.  

Vivere la spiaggia
Duecentocinquanta stabilimenti tirati a lucido e costantemente rinnovati. E una sola filosofia: Rimini on the beach si vive giorno e notte. Si comincia all’alba con le passeggiate sulla battigia. Si finisce a notte inoltrata dopo una cena a piedi nudi sulla sabbia. Il concetto è che in spiaggia si fa di tutto. Lezioni di yoga, corsi di ricamo, gare di castelli di sabbia, seminari di piadina. Si pratica ogni tipo di sport, anche quelli che ancora non esistono. Ormai tutti gli stabilimenti sono organizzati con animazioni per bimbi e per adulti. Detto in tre parole: ci si diverte. La cosa più bella è che le attività sportive (così come i vari servizi: docce calde spogliatoio, lettura di giornali e libri, giochi, animazione, kinderheim) che si fanno in spiaggia non si pagano. Tutto è incluso nel costo giornaliero dell’ombrellone o del lettino. Le tariffe sono assai competitive rispetto al resto d’Italia (secondo le stime delle varie associazioni consumatori). Un vantaggio per i turisti è che non c’è alcun biglietto d’ingresso in spiaggia. Si entra liberamente e solo se si decide di fermarsi, si chiede al bagnino un lettino. A Rimini si trovano anche spiagge libere con servizi igienici e salvamento: Zona piazzale Boscovich, Zona San Giuliano antistante la Darsena, Zona Marebello: tra i bagni 105 – 106 e 107 - 108, Zona Miramare: tra i bagni 139 e 140; dal Bagno 150 al Talassoterapico; dall’area riservata all’Aeronautica fino al confine con Riccione, Zona Torre Pedrera allo sfocio a mare della via Tolemaide  

Fellini
Rimini è anche il grande cinema. È il mondo fantastico di Federico Fellini. Nei film del regista (nato a Rimini il 20 gennaio 1920) il passato riminese ricorre di continuo: le piazze Cavour e Tre Martiri che diventano quelle di Amarcord (“mi ricordo”, in dialetto), il cinema Fulgor nel Corso che rivive in Roma e Amarcord, la spiaggia con le cabine della “Città delle Donne”, i portici e le panchine dei Vitelloni, il Grand Hotel. Federico Fellini - Hollywood gli ha tributato ben 5 Oscar - aveva un rapporto combattuto e viscerale con Rimini dove ha chiesto di riposare per sempre. In effetti c'è tanta Rimini nei film di Fellini, anche se le scene erano sempre ricostruite a Cinecittà o altrove. Per scoprirle si può partire subito da Parco Fellini dove si affaccia il candido Grand Hotel. Volendo, si può dormire nella suite Fellini (la sua preferita) o prenotare una cena a base del menù Fellini (tel. 0541.56000). Le tappe successive saranno il porto e la “palata” dove i Vitelloni filosofeggiavano stancamente in una Rimini invernale e dove il motociclista di Amarcord veniva a “sgasare”. Anche il treno (metafora del viaggio) e la stazione appaiono spesso nelle storie di Fellini: l’originale è in piazza Battisti. Ci sono poi le varie case dove abitò la famiglia Fellini. Lo stesso regista non si ricordava della sua primissima dimora (in via Fumagalli), ma solo che suo padre un giorno gli indicò vagamente una strada dicendo che là lui era nato.

Parchi tematici
La Riviera Romagnola è la zona con la più alta densità d’Europa di parchi tematici. C’è chi viene apposta per un week-end a Italia in Miniatura, Aquafan o Oltremare, o all’acquario di Cattolica Le Navi. Una giornata divertente si può passare a Italia in Miniatura (tel. 0541.736736). Il parco negli anni è diventato sempre più esteso: oggi le attrazioni sono moltissime. Oltre a vedere da vicino la spettacolare Italia in scala con 272 perfette riproduzioni (realizzate da scultori professionisti), si può navigare sui canali di una realistica Venezia. E ancora ecco il museo della scienza, la battaglia di cannoni d’acqua, le discese mozzafiato su velocissime canoe. A Rimini c’è anche l’unico parco in Italia adatto ai piccolissimi di due, tre anni: è Fiabilandia (tel. 0541.372064). Sorge intorno a uno specchio d’acqua con la nave dei pirati di Capitan Uncino e una foca e un leone marino (veri) che nuotano o si riposano. Sono 40 gli aerei d’epoca al Parco tematico dell’Aviazione (tel. 0541.756696). Nella vicina Ravenna (40 minuti di auto) c’è Mirabilandia. Esistono pacchetti per visitarne più di uno a prezzi scontati (info: www.riminireservation.it).  

I piatti tipici
Non si può partire da Rimini senza prima aver assaggiato una vera piadina riminese. In città ci sono decine di chioschi ai quali è difficile resistere. La piadina riminese è più sottile e croccante rispetto a quella forlivese e ravennate. Ognuno la riempie come gli pare: dal prosciutto e mozzarella oppure erba di campo fino alla cioccolata. L’altro protagonista della cucina locale è il pesce azzurro dell’Adriatico. Sgombri, triglie, cannocchie, sarde, mazzole. Le “arzdore” lo cucinano in brodetto o sul “focon” cioè alla brace. Il vino più famoso? Lo sanno tutti: il Sangiovese, il rosso che scalda i cuori. Per iniziare un percorso fra i sapori locali l’indirizzo da non perdere è Via Castelfidardo, dove si trova il mercato coperto con le sue 130 attività specializzate principalmente in pesce e ortofrutta. Un luogo della tradizione, pieno di profumi e specialità, attorno al quale si trovano inoltre i migliori negozi di prodotti enogastronomici che fanno di questa zona il quartiere goloso della città.

Data ultimo aggiornamento 13/05/2016 - 12:11