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Torriana e Montebello

25 km da Rimini
Telefono: 
0541/629701 (Comune di Poggio Torriana) - 0541/675207 (Pro Loco Valmarecchia)
Come arrivare: 

In auto: Rimini - Torriana 20 km circa, da Santarcangelo di Romagna.
Tempo di percorrenza 30 minuti circa.
Per raggiungere Montebello si oltrepassa di pochi chilometri Torriana, lungo l'unica via di accesso alla Rocca.

In bus: per Torriana e Montebello, linea 9 fino a Santarcangelo e poi coincidenza con linea 166 (tel. 0541/300850).

In bici: da Rimini per Santarcangelo, Poggio Berni, poi Torriana, 20 km.
Grado di difficoltà nullo sino al bivio per Torriana, poi veramente impegnativa negli ultimi 3 Km fino al paese.
Tempo di percorrenza 1 ora circa.

 

Torriana, a pochi chilometri da Verucchio, fu denominata nell'antichità Scorticata per l'asperità dello spuntone di roccia, quasi del tutto privo di vegetazione, su cui è costruita la Rocca.
Incantevole la vista che si ha sulla costa e che è valso al paese l'appellativo di "balcone della Romagna".
Il territorio naturale è tanto ricco da essere tutelato come “Oasi di Protezione della fauna di Montebello”. Qui ha sede anche l'Osservatorio Naturalistico Valmarecchia che offre la possibilità a tutti i visitatori di scoprire le bellezze dell'entroterra di Rimini.
A fine luglio si svolge 'La collina dei Piaceri', una vetrina di prelibatezze provenienti da ogni parte d'Italia, che ha l’orgoglio di portare al grande pubblico, personaggi di altissimo livello fra cuochi, pizzaioli, pasticceri, produttori e artigiani del cibo e del vino.

Il mistero di Azzurrina ancora aleggia nella Rocca di Montebello
Un altro castello, perfettamente conservato e visitabile, è quello di Montebello, si erge a poca distanza, continuando la serie di fortificazioni che i Malatesta potenziarono durante il loro dominio.
Nella rocca si trovano mobili di gran pregio che vanno dal 1300 fino al 1700. Bella la collezione di forzieri e cassapanche tra cui spicca una cassa dipinta risalente, si dice, alle Crociate.

Cunicoli misteriosi, passaggi oscuri, pozzi profondissimi e strani accadimenti hanno alimentato la leggenda di un fantasma, una bimba di circa cinque anni, figlia del feudatario, scomparsa nei sotterranei del castello nel 1375:  Azzurrina "aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini". Si dice che il 21 giugno di quel lontano anno la bimba scomparve e non venne mai più ritrovata. Qualcuno sostiene che il fantasma di Azzurrina si aggiri ancor oggi tra le mura del castello.

Molte sono le ricerche effettuate dai ricercatori. Tra queste, l'ultima si riferisce al 21 giugno 2010, quando Daniele Gullà e Mattia Mascagmi del Laboratorio di Biopsicocibernetica, hanno rilevato una "presenza" di donna, anche se in abiti più seicenteschi che trecenteschi, fotografandola nell'ala rinascimentale della Rocca.

Notizie aggiuntive: 

Cucina tipica: le proposte gastronomiche non mancano e sono in grado di accontentare i palati più esigenti.
Si tratta di cucina semplice e genuina, dove prevale la pasta fatta a mano, come gli strozzapreti e le tagliatelle.
I secondi piatti sono generosi di carni alla brace e di cacciagione, cinghiale compreso.
I dolci rispecchiano le tradizioni con ciambella e crostate casalinghe.
Vini: in tutta la zona si producono Sangiovese e Trebbiano, con buoni risultati.
Acquisti e souvenir: l'artigianato tipico della Romagna produce tele stampate, ceramiche e terracotte rustiche.

Dintorni:
il Santuario della Madonna di Sajano si raggiunge a piedi, dopo aver lasciato l'automobile vicino al greto del fiume o a Ponte Verucchio.
Il Santuario un tempo era meta di pellegrinaggi di donne in procinto di partorire e, dopo aver vissuto un momento di abbandono, è stato recentemente restaurato e riaperto al culto.
Per la sua splendida posizione e per la pacata semplicità il Santuario merita una sosta non frettolosa. Il piccolo complesso, tutto realizzato in pietra locale sulla roccia viva, è formato da una chiesetta restaurata in età moderna con una cappellina addossata all'abside, una piccola casa rustica e una torre cilindrica, con unico ingresso e alcune finestre aperte successivamente, che si ritiene avesse funzione di avvistamento e che potrebbe risalire al XII secolo. Altre tracce murarie vengono riferite ad una struttura militare.
La chiesa, così come la Madonna miracolosa in gesso ivi conservata, risale in origine al XV secolo, ed è costituita da un'unica navata, presenta ampie finestre che si aprono lungo i fianchi ed è conclusa da un'abside semicircolare. Proprio al centro della zona presbiteriale si innalza un tamburo ottagonale. All'interno sono conservati: un affresco popolare datato al XV secolo, una transenna frammentaria forse altomedievale e le cappelle laterali del XVII secolo, con decori a stucco. Il portale in bronzo è opera di Arnaldo Pomodoro.
Data ultimo aggiornamento 20/09/2016 - 12:47