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Grattacielo di Rimini

esempio di architettura moderna di fine anni '50
Indirizzo: 
Viale principe Amedeo, 11 - Rimini
Telefono: 
348 7766848 comitato promotore

"Il grattacielo di Rimini è l’oggetto architettonico più in vista della città"
Figlio della ricostruzione e dell'ormai imminente boom economico degli anni Sessanta, il grattacielo di Rimini è a lungo rimasto un  elemento di modernità, un segno distintivo per una città destinata a richiamare milioni di turisti  da tutto il mondo.

Nel corso dei decenni ha conosciuto alterne fortune seguendo l'andamento di una città in rapida trasformazione. In occasione del suo 50° anniversario (3 ottobre 2010), un gruppo di condomini ha promosso una serie di iniziative per celebrare l'edificio che con la sua centralità fra l'area costiera, la parte storica della città e l'immediata vicinanza alla stazione ferroviaria, rimane al centro di un'area per la quale si prevedono importanti interventi di riqualificazione.

A 50 anni il grattacielo sta conoscendo una nuova stagione: con i suoi 100 metri di altezza, 27 piani e 180 appartamenti è ancora un simbolo che colpisce l'occhio e l'immaginario.  Fu costruito in appena due anni: nell'ottobre 1957 iniziarono gli scavi per le fondamenta. Esattamente due anni dopo, nell'ottobre 1959, mentre a Roma Federico Fellini girava La dolce vita, "Il grattacielo è ormai al tetto", documentava, in una fotonotizia, la testata locale La Provincia di Rimini. 

A cinque anni dai festeggiamenti per il mezzo secolo di vita del Grattacielo, a Rimini prende forma il progetto di un film dedicato a questo edificio. Il film, diretto dal regista Marco Bertozzi, si intitola The Community ed è oggi in avanzato stato di lavorazione.  Collocabile nell’ambito del documentario d’autore, il film The Community vuole essere un incrocio di sguardi su una città in verticale che si staglia nello skyline adriatico, su un luogo divenuto un simbolo, al pari di altri luoghi storici cittadini (dal Ponte di Tiberio all’Arco d’Augusto, dal Tempio Malatestiano ai siti felliniani, come il Grand Hotel e il Cinema Fulgor).
Buona parte delle riprese sono dedicate agli abitanti del grattacielo, da quelli storici a quelli che lo hanno scelto come propria casa in anni recenti: studenti universitari e giovani coppie, commercianti cinesi e ambulanti africani, liberi professionisti, artisti visivi... Una comunità sui generis, una Community appunto, aperta ed includente, che rappresenta un tentativo di convivenza civile unico per il nostro Paese e per molti aspetti costituisce un laboratorio culturale per l’intera città. Parte del documentario getterà invece una luce sul passato, a quei momenti della storia cittadina - che il grattacielo dalla sua costruzione ha accompagnato -, in cui si è assistito all’impetuoso sviluppo economico della metropoli balneare romagnola, dopo il trauma subito della distruzione dovuta ai bombardamenti del periodo bellico.

Preziosissimo, nel rievocare il contesto storico, sarà l’utilizzo di materiali d’archivio, i film del fotografo Minghini (del quotidiano “Il Resto del Carlino”), quelli della Unitelefilm (legata all’ex Partito Comunista Italiano), documentari e film di famiglia, la cui disponibilità è resa possibile da un accordo, tra gli altri, con la Cineteca e la Biblioteca Gambalunga di Rimini. Inoltre, saranno utilizzate anche delle sequenze in animazione realizzate dall’artista ravennate David Loom.

All'inizio realizzato in autonomia dal regista, per portare a compimento il film The Community serve l’apporto di diverse professionalità. The Community verrà così finanziato anche attraverso una operazione di crowdfunding - che si prefigura come la prima, in provincia di Rimini, per dimensioni e tipologia del progetto -, ad opera dell’Associazione di promozione sociale Condominium, costituita da un gruppo di inquilini ed amici del Grattacielo con l’obiettivo di promuovere questa e future iniziative culturali. La piattaforma individuata per la raccolta fondi è tra le più note e avviate in Italia  www.produzionidalbasso.com, dove è stata creata una pagina dedicata al film The Community a cui chiunque può accedere per approfondire la natura del progetto ed effettuare la propria donazione. I sottoscrittori possono scegliere quanto versare partendo da una quota minima di 10 euro. Ogni quota versata dà diritto ad avere il proprio nome o logo dell’azienda sul sito del film, nei titoli di coda o di testa, il Dvd del documentario ecc. 

Data ultimo aggiornamento 20/09/2016 - 17:09