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Monumenti

Palazzi dell'Arengo e del Podestà
Il palazzo dell'Arengo risale al 1204: sotto il portico si amministrava la giustizia, nel salone al primo piano, con polifore, si riuniva l'Assemblea del Comune.
A lato è la residenza trecentesca per il Podestà con ingresso sul lato corto, sottolineato dall'arco con simboli malatestiani. Alla fine del 1500 viene eretto palazzo Garampi, ora Residenza comunale, e si modificano le facciate dell'Arengo e del Podestà.
Dopo il sisma del 1916, che svela tracce delle strutture medievali, si avvia un restauro che ridisegna i palazzi in forme neogotiche.

Chiesa di S.Giovanni Evangelista chiamata Sant'Agostino
La chiesa, ad aula rettangolare con abside e due cappelle laterali, è eretta dagli Agostiniani nel Duecento. L'apparato decorativo, giuntoci in parte, si compone di affreschi e di un Crocifisso ligneo della Scuola del Trecento riminese.
Nel XVIII secolo Ferdinando Bibiena modifica facciata e interni, arricchiti da stucchi e dagli affreschi di Vittorio Maria Bigari; la pittura trecentesca viene occultata e solo nel 1916 un terremoto ne svela la presenza. Strappato nel 1926, il Giudizio universale sull'arco trionfale, è ora al Museo della Città.

Arco D'Augusto
L'Arco, eretto nel 27 a.C. quale porta onoraria, celebra Ottaviano Augusto, come dichiara l'iscrizione. Inserito nella più antica cinta muraria in pietra, di cui sono ancora visibili i resti, oggi si presenta isolato per la demolizione, negli anni '30, dei corpi adiacenti.
La costruzione, sormontata in origine da un attico con una statua dell'imperatore, è esaltata da un ricco apparato decorativo carico di significati religiosi e politici: le divinità nei clipei (Giove e Apollo, Nettuno e Roma) richiamano la grandezza di Roma e di Augusto.

 

Il Tempio Malatestiano
Il Tempio sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco decorata da Giotto, di cui non resta che il Crocifisso ligneo. Concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca a memoria della Famiglia, viene iniziato nel 1447 e rimane incompiuto alla sua morte. A Leon Battista Alberti si deve il progetto, a Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio la decorazione a bassorilievo delle cappelle da cui emerge la personalità dominante del committente, celebrata anche da Piero della Francesca nell'affresco con il principe e San Sigismondo.
Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e completato in occasione del Giubileo, ha restituito al Tempio, recentemente consacrato Basilica, l'antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.

Castel Sismondo o Rocca Malatestiana
I lavori per la residenza-fortezza di Sigismondo Malatesta iniziano nel 1437 per durare circa 15 anni. Il castello, di cui non resta che il nucleo centrale, è effigiato nelle medaglie malatestiane e nell'affresco di Piero della Francesca nel Tempio, ove appare con torri e mura, ampio fossato, possente mastio.
Nell'iscrizione all'ingresso Sigismondo rivendica a sé la costruzione ex fundamentis, benché inglobasse più antiche strutture. Dal XVII secolo fortezza pontificia e poi carcere fino al 1967, è oggi prestigiosa sede di eventi culturali.

La Fontana della Pigna
Fulcro della medievale piazza Cavour è la fontana, che figura nel ritratto della città nel Tempio malatestiano. Al suo passaggio a Rimini, nel 1502, Leonardo da Vinci, si incantò all'armonia delle diverse cadute d'acqua.
Giovanni Carrari da Bergamo la ristruttura, dopo i danni causati nel 1540 dai fuochi artificiali collocati nella vasca per festeggiare un alto prelato, e la consegna nelle forme attuali, rispettose dell'impianto antico. A coronamento è posta la statua di San Paolo, sostituita nell'Ottocento dalla Pigna che dà il nome al monumento.

Ponte di Tiberio
Il ponte sul Marecchia, l'antico Ariminus, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione sui parapetti interni, collega tuttora la città al suburbio - il borgo San Giuliano - aprendosi nelle vie consolari dirette al Nord, l'Emilia e la Popilia.
In pietra d'Istria, si sviluppa in cinque arcate che poggiano su massicci piloni con speroni frangiflutti, impostati obliquamente rispetto all'asse del ponte per assecondare la corrente, mentre la struttura poggia su un funzionale sistema di pali di legno.

 

L'Anfiteatro
Edificato nel II secolo - come attesta la moneta dell'imperatore Adriano ritrovata in una muratura - nei pressi dell'antica linea di costa, l'anfiteatro presentava una sobria struttura in laterizio composta da due ordini sovrapposti con un porticato di 60 arcate, di grande effetto specie per chi giungeva dal mare. Di forma ellittica, misurava 117,7x88 metri, mentre l'arena aveva un'ampiezza di metri 73x44, vicina a quella dei più grandi anfiteatri. Vi si svolgevano spettacoli gladiatori che richiamavano un pubblico di almeno 15.000 spettatori.

Palazzi dell'Arengo e del Podestà
Il palazzo dell'Arengo risale al 1204: sotto il portico si amministrava la giustizia, nel salone al primo piano, con polifore, si riuniva l'Assemblea del Comune.
A lato è la residenza trecentesca per il Podestà con ingresso sul lato corto, sottolineato dall'arco con simboli malatestiani." data-share-imageurl="">

Data ultimo aggiornamento 17/12/2014 - 16:31