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Artisti della Scuola Riminese del Trecento

La Scuola Riminese del Trecento è famosa per la spiccata influenza ricevuta dal grande artista Giotto di Bondone che, fermatosi a Rimini, intorno al 1300, lavorò nella chiesa già di San Francesco, dove dipinse un ciclo di affreschi perduto, mentre è ancora conservato il 'Crocifisso', nell'abside del Tempio Malatestiano, la Cattedrale di Rimini.
Ecco gli artisti cui si devono raffinati e intensi capolavori, ispirati da un prestigioso maestro quale Giotto. 
 

Pietro da Rimini (1280 - 1350)
Pittore nato a Rimini, è stato uno dei primi seguaci di Giotto, quando il maestro ha fatto tappa nella città per dipingere gli affreschi nel contesto francescano, e ne ha assorbito il nuovo stile. A lui sono state attribuite il maggior numero di opere rispetto agli altri membri della scuola riminese del Trecento a cui apparteneva. La sua attività si è svolta prevalentemente tra Romagna e Marche, i suoi dipinti sono distanti geograficamente e per stile ma in tutte è riconoscibile la forte influenza del modello giottesco. Si spazia dalla 'Deposizione' conservata al Louvre, al Museo Nazionale a Ravenna e molte altre. Nel territorio vicini a Rimini, è visitabile il 'Crocifisso' esposto nella Chiesa della Collegiata di Santarcangelo di Romagna.

Giovanni da Rimini (c. 1270-1338)
Il primo documento in cui si fa il nome di Giovanni, principale esponente della grande "scuola" di pittura fiorita a Rimini nel Trecento, è del 1292; non si sbaglierà troppo, pertanto, a collocare la sua nascita intorno al 1270. Agli inizi della carriera alternò il mestiere di artista con quello di agricoltore, affittuario di un podere a Sant'Ermete. Nei primi anni del nuovo secolo avrà conosciuto e forse collaborato con Giotto, che - stando al Vasari - soggiornò e dipinse a Rimini. In una carta del 1300 è già chiamato "magister", qualifica data ai pittori professionisti; nello stesso documento si precisa che la sua casa - e, verosimilmente, anche la sua bottega - era situata nella contrada di San Giovanni Evangelista, vicino alla chiesa di Sant'Eufemia.
Studi recenti hanno stabilito che Giovanni aveva tre fratelli pittori: il più anziano Foscolo e i più giovani Giuliano e Zangolo. All'atelier di Giovanni e dei suoi fratelli andrà attribuita, con ogni probabilità, l'esecuzione del famoso ciclo di affreschi in Sant'Agostino (la mano di Giovanni, per altro, era già stata riconosciuta dalla critica). Del pittore resta un'unica opera firmata: il Crocifisso di Mercatello; per affinità stilistiche gli sono state attribuite altre opere, tra cui l'essenziale e poetico Crocifisso dei Musei riminesi.
L'ultimo documento in cui Giovanni è indirettamente citato è del 1338: in quell'anno andrà situata la data di morte.

Giuliano da Rimini (1307 – 1325 anni di attività)
Fra gli  artisti locali emerge Giuliano da Rimini fu uno dei primi a recepire lo stile giottesco, avendo acquisito gli insegnamenti direttamente nel cantiere pittorico del San Francesco di Rimini dove Giotto ha eseguito gli affreschi. Dell’artista si hanno notizie dal 1307 al 1324 e la sua attività si svolse parallelamente a quella di Giovanni da Rimini. Il Museo della Città di Rimini conserva il prezioso polittico su tavola con L’incoronazione della Vergine, Santi e scene della Passione e morte di Cristo e un frammento raffigurante una Testa di Cristo, un tempo appartenuto ad una crocifissione. ll maestro fu attivo anche nel territorio circostante dove si possono scoprire affreschi e dipinti

Neri da Rimini (1300 - 1322 anni di attività)
Nato a Rimini, in località Santa Cristina, è stato in miniatore e pittore documentato dal 1300 al 1322, protagonista della miniatura gotica in Italia. Ha subito l'influenza della scuola riminese del Trecento, che acquisì il modello impresso da Giotto durante la sua sosta a Rimini. 
Alle sue elaborazioni artistiche ha impresso la naturalezza delle pose e la composizione essenziale dello stile giottesco. La serie di opere firmate si trovano a Faenza, l'Antifonario del Duomo, a Bologna nel Museo civico e alls Biblioteca Vaticana, il commento ai Vangeli.

Giovanni Baronzio ( prima metà del '300 iscrizione della morte prima del 1362)
Pittore nato a Rimini, esponente della scuola riminese del Trecento, da cui ha acquisito l'influenza di Giotto. Le tracce lasciate dalle sue opere di cui solo una firmata, si trovano nel Polittico 'La Madonna col bambino, due angeli e San Francesco' e la più importante 'Storie della vita di Cristo', datata 1340 che si trova alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. Gli esperti attrbuiscono affreschi in vari luoghi del territorio nazionale, in cui è riconoscibile la sua mano, nelle scenografie e nella poetica delle figure, riconducibili al modello giottesco.

Data ultimo aggiornamento 14/05/2020 - 08:18