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29-10-2020

Andar per castagne….a Rimini

Montefiore, Rocca e natura - ph Paritani

Forse non tutti sanno che, a Rimini in autunno si può facilmente dedicare una giornata per andare a castagnare.

A pochi chilometri dal mare infatti, in Provincia di Rimini, si estendono la Valconca e la Valmarecchia con un paesaggio completamente diverso da quello balneare, dove si incontrano borghi medioevali, castelli sospesi su speroni di roccia, torrenti e boschi, dove gli alberi di castagne non mancano.

Tanti sono i castagneti dove ci si può addentrare per una passeggiata nel bosco alla ricerca del frutto autunnale. Per tutto il mese di ottobre e nelle prime settimane di novembre è possibile effettuare escursioni e raccogliere castagne. Non tutti i castagneti però sono aperti al pubblico, pertanto è meglio informarsi prima presso i Comuni e le pro-loco.

Tra castagneti più conosciuti in Valconca c’è quello a Montefiore, sul Monte Faggeto, dove si estende uno dei boschi più vasti e importanti della provincia. Qui sono presenti esemplari di castagno molto antichi e tutto il patrimonio paesaggistico assume grande valore grazie alla flora particolarmente rara che lo abita.

Il castagneto più noto della Valmarecchia si trova invece a Uffogliano di Novafeltria ed è conosciuto come Giungla dei castagni, un folto bosco caratterizzato dalla presenza di un antico castello detto “castellaccio”.

Qui i castagneti non si trovano distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, ma localizzati "ad isola", là dove esistono le condizioni pedologiche idonee e così appaiono all’improvviso non appena si lascia la coltre argillosa che caratterizza la vallata.

A Talamello sul Monte Pincio si possono trovare castagneti secolari, in particolare nella zona di Ca’ Francescone, lungo la strada provinciale Novafeltria-Talamello-Sant’Agata Feltria. Generalmente l’ingresso è libero e si pagano le castagne raccolte, come al Castagneto Belloni www.castagneto-montepincio.com.

Intorno a Sant’Agata Feltria, già conosciuta per il pregiato tartufo bianco, si estendono i castagneti del monte Ercole e del monte Benedetto, che si ritiene siano stati introdotti dai monaci nel Medioevo. Da queste piante, oltre al sostentamento alimentare, le popolazioni locali traevano il legno di castagno, uno dei legni più durevoli, per puntellare le gallerie nella miniera di zolfo di Perticara.

Da alcuni anni i proprietari dei castagneti hanno dato vita ad un consorzio di tutela e valorizzazione della castagna della Valmarecchia con l’obiettivo di recuperare i castagneti abbandonati della vallata e di promuovere il frutto, in particolare la varietà pregiata “Marrone del Montefeltro”, già inserita nell'Elenco Nazionale dei Prodotti Tradizionali.

Consigli utili: indossare scarponcini da trekking e portare con sé guanti da giardino e una borraccia d’acqua.
Ma soprattutto non perdere l’occasione di fermarsi negli splendidi borghi medioevali che punteggiano le due vallate.