Cosa fare

Prenotazione soggiorno

Età bambino 1

Età bambino 2

Età bambino 3

Età bambino 1

Età bambino 2

Età bambino 3

Età bambino 1

Età bambino 2

Età bambino 3

Età bambino 1

Età bambino 2

Età bambino 3

Stai entrando in riminireservation.it

 
Prenota il tuo soggiorno
 
Home / Eventi / Manifestazioni e Iniziative / Rimini Cineteca per Lingue di confine - conversazione

Rimini Cineteca per Lingue di confine - conversazione

Rassegna Pesaggi di confine - Risonanze dell'antico
Telefono: 
0541 704302; 0541 704982
Località: 
Cineteca Comunale, via Gambalunga 27 - Rimini centro storico

Dopo la proiezione del film "Fellini-Satyricon" di Federico Fellini, martedì 10 marzo, si propone una conversazione intorno al tema del film a cura di Gabriello Milantoni, con intervento di  Gianfranco Miro Gori.
L'appuntamento è parte della rassegna "Paesaggi di confine" dell'iniziativa Lingue di confine a cura di Fabio Bruschi.
 

Periodo di svolgimento: 
venerdì 13 marzo 2015
Orario: 
alle 17
Notizie aggiuntive: 

"Nel Fellini Satyricon il paesaggio inteso come ambientazione presa dal vero è pressoché inesistente. “Film di confine” esso stesso, nel mettere in scena la soglia pressoché estrema di una civiltà in disfacimento, l’opera costeggia e chiama a raccolta la maggior parte delle arti per riunirle in un supremo capolavoro figurativo e sonoro. Ecco allora riflettersi nelle scenografie gli echi delle rivoluzionarie invenzioni teatrali che il ginevrino Adolphe Appia prese a esprimere fin dalla fine dell’Ottocento; o la formalizzazione in lessico moderno degli antichi “colombari” funebri di Vigna Codini a Roma; oppure ancora la solennità dei tramonti carichi di rosso sangue introvabili con tale dichiarata veemenza nella pittura europea, ma dispiegati invece nelle vedute ottocentesche dell’americano Frederic Edwin Church; ma anche troviamo taluni richiami alla più sensibile arte visiva del Novecento, da Gastone Novelli a Cy Twombly. E, a sostegno di tutto, una travolgente partitura sonora che lambisce e intesse vaghe linee melodiche, musica elettronica o concreta, voci recitanti in innumerevoli idiomi, tanto volutamente peregrini da risultar spesso incomprensibili e perciò stesso allusivi a mondi remoti e sconosciuti, in un generale e protratto spaesamento. “Lingue di confine” a disegnare un “paesaggio sonoro” attraverso cui evocare con l’immaginazione i più sperduti lembi degli immensi “confini dell’impero”, e per questa via esprimere i labirinti spesso inestricabili dell’umano esistere, abbandonato alla deriva successiva alla pressoché totale dissoluzione del centro e alla inevitabile collisione dei linguaggi ormai destinati a universali collassi semantici e dunque alla planetaria incomunicabilità".
(Gabriello Milantoni)

Data ultimo aggiornamento 04/03/2015 - 11:00