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Giornata Mondiale contro il razzismo

Da Leone Jacovacci a Mario Balotelli, il razzismo nello sport italiano
Telefono: 
0541 704203 - 704292
Località: 
Museo della Città, Sala del Giudizio, via Tonini 1 - Rimini centro storico

In occasione della Giornata Mondiale contro il Razzismo si propone una conferenza di Mauro Valeri "Da Leone Jacovacci a Mario Balotelli, il razzismo nello sport italiano", con la partecipazione di Gloria Lisi, Assessore alle Politiche di Integrazione.
"Non esistono neri italiani” è la frase con la quale i tifosi razzisti hanno insultato Mario Balotelli in molte partite di calcio dei recenti campionati italiani e che ancora oggi viene pronunciata da qualche dirigente calcistico, che pure si dichiara non razzista. Eppure, quell’insulto ha un’origine più lontana. È la stessa affermazione con la quale La Gazzetta dello Sport ha commentato la vittoria del titolo italiano ed europeo del pugile italo-congolese Leone Jacovacci il 24 giugno 1928, cioè in pieno fascismo. Ricostruire la storia di questi due sportivi italiani neri, è l’occasione per ricordarci che l’Italia è sempre stato un paese multietnico, per riflettere sul razzismo italiano e per ragionare insieme su come combatterlo.
Nel corso dell’incontro, alcuni studenti e studentesse iscritti al seminario “Vedi alla voce: umano” intervisteranno pubblicamente il relatore sul tema del razzismo odierno nello sport italiano.

Periodo di svolgimento: 
giovedì 19 marzo 2015
Orario: 
alle 17
Programma: 

A lungo responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio, nonché principale studioso del razzismo nello sport italiano, Mauro Valeri discuterà di come pregiudizi e stereotipi razzisti, uniti a misure di esclusione e, talvolta, anche di persecuzione e di violenza, abbiano contrassegnato gli ambiti sportivi del nostro Paese. Perché Leone Jacovacci, campione di pugilato negli anni del fascismo, colpevole di essere nato da padre italiano e da madre congolese e Mario Balotelli, celebre attaccante del Milan, di origine ghanese, sono solo due illustri esempi di come non il talento sportivo ma il colore della pelle possa condizionare il giudizio del mondo dei tifosi degli stadi.

Data ultimo aggiornamento 18/03/2015 - 12:44