Rimini è da oltre 160 anni nei ricordi e nei sogni di generazioni di vacanzieri. Ma chi pensa che Rimini sia diventata un modo di vivere, solo dopo la nascita del turismo di massa, sbaglia di grosso. Questa caratteristica è, al contrario, una costante della storia e perciò dell'identità riminese.
Così grandi scrittori e personaggi illustri che hanno visitato Rimini le hanno dedicato pagine suggestive ed evocative. Leonardo da Vinci, come ricorda un'iscrizione posta sulla fontana di piazza Cavour, si soffermò ad ascoltare, estasiato, l'"armonia" che facevano - e fanno - le "diverse cadute d'acqua". Molto più in là, nel 1817, vi farà sosta Stendhal e scriverà una pagina deliziosa sul carattere dei riminesi e dei romagnoli. Nel 1721, scappato di casa, era approdato a Rimini, a bordo di una barca di commedianti, il giovane Carlo Goldoni. Vi ritornerà nel 1743 e la troverà allegra e festaiola quanto "un convento". Altro che "divertimentificio". L'anno dopo, all'inseguimento della vivace Teresa, travestita da uomo, piomberà a Rimini il diciannovenne Giacomo Casanova, innamorato cotto. Il conte di Cagliostro passerà di qui, in catene, nel 1791, il 10 aprile. Era condotto al forte di San Leo, dove morì.
A Rimini li abbiamo incontrati tutti: Napoleone e Garibaldi, Pio VII e Pio IX, Chateaubriand e Verdi, Pascoli (che qui studiò) e d'Annunzio, Marinetti e Pound, Mussolini e Buffalo Bill. Per non parlare delle pagine dedicate alla città da chi, qui, vi è nato, come il Meastro Federico Fellini.
Questo spazio però è tutto vostro, per arricchire anche con le vostre parole le pagine scritte su Rimini: i vostri ricordi, racconti, le vostre impressioni e i suggerimenti.
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