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03-02-2004

Turismo: "Rimini a un punto di svolta positivo"

La ricetta dell'Assessore Melucci alla conferenza provinciale sul Turismo

Conferenza Provinciale sul turismo (Rimini 3 febbraio 2004), una sintesi dell’intervento dell’Assessore al Turismo del Comune di Rimini, Maurizio Melucci.

"Non so se mi sbilancio troppo dicendo che il sistema turistico riminese è ad un punto di svolta strategico anche positivo. Non mi riferisco agli aspetti strutturali del nostro comparto economico, ai problemi che pure sono tanti e che in parte riprenderò. Mi riferisco ad un dato immateriale, se volete di carattere culturale che va rimarcato prima ancora dell’analisi dei vari problemi. Negli ultimi due mesi, grazie al contributo di tutti, e ribadisco di tutti (enti locali, e categorie economiche), noi abbiamo dato dimostrazione di essere un vero e proprio distretto turistico di valenza nazionale. Certamente questo ci è sempre stato riconosciuto, per i numeri, il fatturato, le presenze, i chilometri di arenile. Ma contemporaneamente siamo stati anche visti come coloro che facevano un gran fatica a mettersi d’accordo sulle strategie, nel individuare le opportunità di lavoro comune che quest’area richiede. Tutto ciò ha portato negli anni ad un oggettivo indebolimento in primo luogo politico della nostra realtà all’interno del sistema turistico più complessivo.

Le nostre divisioni su alcuni punti strategici non ci hanno permesso di realizzare in tempi adeguati ad esempio quelle infrastrutture di cui noi tutti ne avvertiamo la necessità. Oppure non ci hanno permesso di valorizzare al meglio la nostra realtà per quanto riguarda la promozione sui mercati.

Gli ultimi due mesi hanno segnato un punto di svolta positivo su iniziative concrete. Le iniziative dell’ultimo dell’anno che hanno visto una fattiva collaborazione tra istituzioni, sistema politico, categorie economiche.

Il 31 dicembre 2003 la lunga (quasi 4 ore e mezza) diretta televisiva da Rimini del Capodanno di Rai Uno, con gli straordinari risultati in termini di audience e dunque di promozione del territorio, ha segnato il punto più alto di una strategia mirata a consolidare la leadership mediatica e d'immagine della riviera Rimini intesa come 'sistema integrato in cui pubblico e privato cercano e trovano la sintesi', frutto questa delle scelte compiute sull' 'hardware' (le infrastrutture, la riqualificazione urbana diffusa, le azioni di innovazione) e sul 'software' (la promozione e la comunicazione) della città negli ultimi dieci anni. Quella diretta non sarebbe stata possibile se tutto ciò non si fosse realizzato. Ma soprattutto l’apprezzamento generale ci permette di continuare un rapporto positivo con la Rai. A questo evento si è affiancato il dibattito che recentemente abbiamo tenuto nel consiglio comunale di Rimini.

Un consiglio comunale aperto dove vi è stato un confronto tra istituzione, politica, categorie economiche e sindacali.

Non era scontato quel confronto. Il rischio di finire nel solito teatrino dei dibattiti sul turismo, dell’uno contro tutti era concreto. Mi pare di poter dire che alla fine di quel confronto, con sottolineature diverse, si sono trovati importanti punti di sintesi per una politica concertata di sviluppo turistico.

Abbiamo alle spalle un periodo difficile. Il terrificante attentato dell'11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York, la minaccia terroristica che ha esteso una cappa pesante su tutto il pianeta, la crisi dei consumi seguita al progressivo dispiegarsi dell'euro acuita dal devastante crollo di alcune imprese italiane leader nei rispettivi settori, la difficile congiuntura economica che ha attraversato mercati europei tradizionalmente interessati all'offerta turistica della Riviera di Rimini rappresentano tasselli di un puzzle che è forzatamente quadro di riferimento per le politiche locali.

E’ vero che i dati ci dicono che abbiamo tenuto meglio rispetto ad altre località. Ma non possiamo neanche consolarci con questi aspetti e rassegnarci ad un lento declino.

Gli interventi strutturali messi in campo in questi ultimi anni vanno d’altra parte in altra direzione.

La nuova fiera, la darsena, il centro agro alimentare hanno fornito una spinta decisiva al processo di rinnovamento dell'infrastrutturazione di Rimini e dell’intera provincia ottenendo un riverbero positivo sull’intera economia, compreso il comparto turistico.

A ciò si aggiungono i progetti in corso: Oltremare, palacongressi di Riccione, nuovo palacongressi di Rimini, interventi nell’area del Marano, i piani spiaggia, il parco spiaggia di marina centro, gli interventi sulle colonie ad iniziare dalla Murri sono punti di svolta per tutta la nostra realtà.

Una realtà provinciale che con le sue peculiarità si candida a continuare ad essere un punto di eccellenza del turismo nazionale ed europeo. E' necessario dunque essere più consapevoli della nostra forza, delle peculiarità uniche del territorio e della gente, della capacità del mondo economico e imprenditoriale.

Serve in definitiva il 'fare sistema' che significa avere obiettivi comuni - nel rispetto delle autonomie e dei ruoli - e affrontare ogni fase, sia essa positiva o negativa, con spirito costruttivo, evitando lo stucchevole escamotage dello scarico di responsabilità. Contrapporre il soggetto privato alle istituzioni pubbliche vuole dire tradire in pieno quello spirito che è in grado di legare omogeneamente le tante potenzialità della Riviera di Rimini.

Se si supera la logica della cura del personale orticello, il successo arriva con ricadute positive per l'intero sistema.

E’ in questo contesto che vanno collocate le nostre priorità ed i nostri progetti.

- Iniziando dal tema della promo-commercializzazione.

Enit è in una situazione allarmante, la legge 135 sui sistemi turistici locali non è stata rifinanziata.

E’ la ragione per cui in sede di Conferenza regionale sul turismo si è scelto di non procedere, allo stato attuale, con i Sistemi turistici locali, dando però la possibilità di attivare strutture pubblico - private per la promozione. Questo è il sentiero immediato e di prospettiva da percorrere: un'unica struttura provinciale che riesca davvero a mettere a sistema il territorio riminese, superando gli steccati di un campanilismo che non raramente affiora in superficie.

Si tratta allora di istituire e dare impulso a una agenzia di marketing di distretto che coinvolga paritariamente in una logica di ‘business community’ orientata all’ospite, gli enti locali ed i soggetti privati più immediatamente coinvolti nei processi decisionali (Camera di Commercio, Fiera, Aeroporto, Categorie Economiche).

L’Amministrazione Comunale di Rimini sostiene tale prospettiva generale, anche se è utile porre sul tavolo della discussione alcuni elementi:

  • obbligatorietà di far risaltare il ruolo dei Comuni aderenti in quanto soggetti che possiedono una parte strategica delle competenze in materia turistica. Ciò non vuole significare la cancellazione dei rispettivi Assessorati al Turismo, i quali costituiscono un patrimonio che ha dimostrato di saper lavorare bene nel campo dell’accoglienza e della politica degli eventi;

  • necessità che tale agenzia non abbia costi eccessivi per il suo mantenimento;

  • strategicità del ruolo ricoperto dai soggetti privati aderenti.

In sintesi si configura uno strumento che permette di operare con forti sintonie tra i vari protagonisti del turismo sui versanti della comunicazione, della commercializzazione, della valorizzazione delle eccellenze locali. Una struttura che avrebbe il compito di valorizzare il marchio della Riviera di Rimini: un marchio conosciuto sul quale è conveniente e sicuro investire. E’ un’iniziativa che non vuole scardinare il sistema regionale ma al contrario l’arricchisce di una particolare componente- la valorizzazione dei sistemi locali- da cui questa realtà territoriale non può prescindere.

Per quanto riguarda gli aspetti strutturali mi vorrei soffermare su due aspetti:

- Mobilità. E’ la parte strategica sulla quale impegnarsi con determinazione per affrontare e risolvere i nodi più importanti del sistema di accessibilità e di mobilità tra le varie realtà della provincia di Rimini. Affermare la necessità di una progressiva riduzione delle auto dalla zona turistica è un obiettivo condiviso da tutti.

Se le si vuole realmente realizzare è importante portare a compimento quei progetti che possono far raggiungere lo scopo. Ci si riferisce a un trasporto pubblico efficace in grado di rispondere positivamente alla esigenze di spostamento tra varie realtà della costa, la messa in rete delle infrastrutture presenti sul territorio, i collegamenti con il centro storico. Il progetto che rappresenta la pietra angolare è quello del metrò di costa (TRC) e di una conseguente riorganizzazione del trasporto pubblico.

Gli altri due temi strategici sono rappresentati dalla grande viabilità (Ss16, terza corsia dell’autostrada A14) e dall’aeroporto. Sul primo aspetto l’Amministrazione Comunale di Rimini ha completato tutte le pratiche amministrative di competenze, spetta ora all’Anas e Società autostrade dare avvio alle realizzazioni. Se si vuole che ciò avvenga la realtà riminese (pubblica e privata) deve continuare e se è possibile intensificare l’opera di pressione politica nei confronti degli organi nazionali. Non sempre questa realtà è stata capace di fare lobby, spesso caratterizzandosi per le sue divisioni che hanno portato solo ritardi e sconfitte. E’ giunto il momento di fare un salto di qualità strategico anche in questa direzione.

L’aeroporto è una delle porte di ingresso alla città. Sarebbe un contraddizione imperdonabile investire sulla destagionalizzazione, sulle politiche congressuali e fieristiche e contemporaneamente avere uno scalo aeroportuale non in grado di supportare questa attività. I problemi dell’aeroporto sono noti e derivano in primo luogo da un contesto regionale, nazionale ed internazionale di forte riorganizzazione delle compagnie aeree e degli scali. In questo ambito va ricercata una politica di alleanza da parte del nostro aeroporto che dovrà avere come interlocutore principale il sistema regionale. L’impegno delle Regione Emilia Romagna in questa direzione è chiaro. Si ritiene dunque che vi siano le condizioni, dopo le elezioni provinciali del 2004, di riprendere le fila di un ragionamento con le strutture presenti nella nostra regione e con un impegno diretto delle istituzioni locali e regionali. Contemporaneamente a questo lavoro non è più rinviabile la risoluzione di tutti i problemi tecnici legati alla smilitarizzazione dell’aeroporto e dei necessari investimenti tecnologici.

Maggiori risorse per le imprese turistiche

Il sistema Rimini ha necessità di potere contare su maggiori risorse finanziarie per la riqualificazione dell’economia turistica. C’è un divario sempre più crescente tra la voglia di investire, le domande che giungono per richieste di contributi e le possibilità reali di risorse finanziarie.

A tal proposito l’amministrazione comunale di Rimini è d’accordo nel rinunciare alla sua quota della legge 40 a favore dei privati. Ma stiamo parlando ugualmente di risorse del tutto insufficienti. Infatti una quota rilevante delle strutture ricettive locali sono in affitto. Ciò provoca da una parte un ridotto interesse agli investimenti di quelle strutture e dall’altra delle gestioni non sempre adeguate alle esigenze dei nostri ospiti. Per questa ragione è utile pensare ad uno strumento specifico di finanziamento per mettere nelle condizioni gli imprenditori turistici di acquistare la struttura e potere di conseguenza procedere con gli investimenti.

Su questo aspetto c’è un formale impegno della Regione e della Provincia di Rimini.

L’ultimo tema che vorrei toccare riguarda:

Mare Adriatico

Tutte le indagini svolte affermano che la motivazione principale per cui i turisti scelgono Rimini à la balneazione. Questa spiaggia e questo mare hanno una qualità dei servizi e un’organizzazione che sono insuperabili a livello nazionale e europeo. Dopo i fenomeni di eutrofizzazione di fine anni ’80 sono state perdute quote consistenti di mercato estero. Ha fatto purtroppo breccia nei Paesi oltre confine storicamente legati a Rimini il messaggio che il Mare Adriatico portava con sé notevoli controindicazioni per ciò che riguardava la qualità dell’acqua. Da allora in poi le strategie messe in campo dalle strutture pubbliche deputate hanno agito su un doppio livello:

  1. di carattere scientifico per comprendere il problema e individuare le soluzioni. Oggi del fenomeno di eutrofizzazione marina si conosce tutto o quasi. E’ un fenomeno naturale la cui causa è provocata dall’innalzamento della temperatura dell’acqua, non è dannoso per l’uomo e si presenta in determinate condizioni meteorologiche;

  2. di carattere promozionale, tendenti a lasciare in secondo piano il tema del mare e puntare con più forza sulle altre opportunità della nostra offerta turistica (servizi, divertimento, svaghi eccetera).

A fronte di questa situazione si ritiene utile aprire una riflessione sulla necessità di porre al centro delle nostre politiche di marketing il ‘bene mare’.

E’ un tema comunque ineludibile che, se affrontato correttamente, può rivelarsi ancora e una volta di più un punto di forza. D’altra parte gli investimenti strutturali fatti e quelli che verranno realizzati sul risanamento ambientale pongono nelle condizioni oggettive di dimostrare che vi è un elevamento della qualità del mare. Da ultimo si deve anche in questo caso insistere con le istituzioni nazionali per mettere mano a investimenti più consistenti sulle politiche ambientali.

Il filo conduttore di questo intervento è proprio quello di evidenziare le esigenze di forti sinergie di carattere orizzontale (il sistema territoriale) e verticali (il mondo economico e sociale). Per giungere a questa impostazione ci si è lasciati alle spalle dibattiti e scelte di altro segno, assurde competizioni, mancanza di riconoscimento del ruolo che può giocare positivamente per tutta la provincia il Comune di Rimini".