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04-02-2010

Sua Maestà il maiale arriva in piazza

Il 7 febbraio, dalle 10 alle 21, piazza Cavour si trasforma in un'aia per la 'smettitura'
Domenica 7 febbraio, dalle 10 alle 21, in piazza Cavour a Rimini torna “E’ baghin in tla piaza”, la seconda edizione della giornata dedicata a Sua Maestà il Maiale, promossa dal consorzio Macellerie Verde e Sole, in collaborazione con CNA Alimentare e con il patrocinio ed il contributo del Comune e della Provincia di Rimini.
Una giornata aperta a tutti con ingresso gratuito.
La scorsa edizione aveva riempito di profumi appetitosi e stuzzicanti la Vecchia Pescheria, dove una volta c’erano le macellerie storiche di Rimini. Quest’anno non solo la vecchia Pescheria, ma tutta piazza Cavour si trasformerà in un’aia contadina, come quelle dove una volta ci si trovava per il rito della “smettitura” del maiale di casa.
Una ghiotta occasione per assistere “in diretta” alla produzione di braciole, salami, salsicce, cotechini, ciccioli, assaggiarli e magari comprarli per portare a casa un prodotto preparato con una sapienza antica, che va dall’allevamento dei maiali alla lavorazione della carne, alla preparazione dei salumi.
Tra le novità di questa edizione ci sono uno stand enogastronomico, a cura del Consorzio Verde e Sole che preparerà i cibi appetitosi della tradizione, come la piada con salame cotto o prosciutto, e in assaggio e vendita tutti i prodotti della macellazione. Uno stand con i prodotti del paniere PiùRimini per chi avesse voglia di sapori antichi, i piatti “della festa” come i maltagliati con i fagioli e le cotiche, le tagliatelle alla salsiccia romagnola, e la grigliata con piada e vino.
Ludobus allestirà uno spazio per i giochi di una volta, con animazione a tema per tutta la famiglia.
A creare l’atmosfera, anche il corteo di animali ammaestrati di Toma Pastore: oche e caprette e galline e asini, che daranno la possibilità ai bambini di entrare in contatto con quelli che erano gli animali familiari, “una volta” allevati nel cortile, di cui oggi non c’è modo di fare esperienza. I bambini potranno farsi fotografare insieme all’animale preferito: il ricavato della vendita andrà allo IOR.
Quello del maiale nella nostra zona era un allevamento diffuso in tutte le famiglie contadine, e costituiva una fonte preziosa di proteine, per tutto l’anno.
La macellazione del suino diventava un rito: il baghino era sotto la protezione di Sant’Antonio Abate, spesso raffigurato con un maiale accanto, e la festa del Santo, il 17 gennaio, giorno dedicato alla benedizione degli animali, era una data tradizionale per la “smettitura”, che avveniva comunque tra novembre e gennaio, in un giorno freddissimo di luna calante o nuova.

“E’ baghin in tla piaza” vuole rievocare quel mondo di buone carni nostrane, in più l’attenzione alle moderne tecniche di allevamento e lavorazione che ne fanno una carne sicura, anche per la salute: il colesterolo dei tagli “magri”di maiale è minore di quello di altre carni.
Del baghino “non si buttava via niente”, dal sangue, recuperato per il migliaccio, alla carne al grasso, filtrato per dare lo strutto e sfrigolante nei ciccioli: la nostra è una cultura “dello strutto”, tra quella dell’olio al sud e quella del burro a nord, non dimentichiamolo. Il porcile era ricavato a lato della casa, ed erano le arzdore nutrire il baghino, che diventava “un d’la fameja”.