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30-09-2009

Sabato 3 ottobre al Museo della Città prende il via Arte Perturbante

Quattro conferenze dedicate a temi di psicoanalisi dell’arte

Sabato 3 ottobre alle ore 17 nella Sala del Giudizio del Museo della Città (Rimini, Via Tonini 1) avrà luogo, promossa dai Musei comunali di Rimini, la prima di quattro conferenze dedicate a temi di psicoanalisi dell’arte intitolate ARTE PERTURBANTE, organizzate in collaborazione con l’International Association for Art  and Psychology e con l’Associazione “Percorsi estra vaganti” e curate da Rosita Lappi.

“L’arte – dice Lappi - ha un indubbio potere perturbante quando ci emoziona con la bellezza esecutiva, la fascinazione misteriosa, la potenza dei suoi strumenti espressivi e la complessità dei significati, ma anche quando ci coinvolge provocando in noi reazioni di malessere o ci disturba fino al rifiuto.
Il concetto di perturbante, ripreso dall’affascinante saggio di Freud, è inteso come l’affiorare di sensazioni e stati d’animo legati ad esperienze arcaiche, a nuclei di vissuti intimi, segreti, rimossi o non mentalizzati, che dunque rimangono aggregati in memorie sensoriali e inconsce fino al loro disvelamento, come può essere davanti ad un’opera d’arte.
L’artista ricerca e crea in forme estetiche mondi emozionali rappresentativi e densi di significati, in un dialogo continuo tra le necessità che lo spingono a fare arte, le caratteristiche dello strumento espressivo scelto e le esigenze inconsce della propria storia personale.
Tra l’artista e l’osservatore dell’opera d’arte si sviluppa una forte componente interattiva fatta di sintonie intellettuali e partecipazione. L’opera d’arte può essere considerata come una struttura di relazione che condensa un equilibrio dinamico tra la superficie e la profondità del suo messaggio, in oscillazione tra le luci della comprensione e le ombre dell’ignoto, tra mondo interno personale, fatto di fantasie, esperienze, memorie, sensazioni e il mondo della realtà fruibile.
Percorrendo le tracce di questa linea di ricerca, il tema sarà affrontato da prospettive diverse quali la storia e la critica dell’arte, la semiotica, la psicolinguistica e la teoria psicoanalitica, attraverso ipotesi esplicative del funzionamento mentale e del modo in cui viene fruita l’arte”.

 
Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista e prima studiosa della sindrome di Stendhal, aprirà il 3 ottobre la serie di conferenze con una riflessione sui modi di fruizione dell’arte e sulle misteriose evenienze legate a questo incontro, che affonda nell’inconscio profondo non simbolizzato e codificato, consentendo al fruitore dell’opera d’arte una capacità innata di immersione nel lavoro espressivo dell’artista.

La seconda relazione, il 10 ottobre, riguarderà una ricerca originale condotta dallo psicoanalista e psicolinguista Giampaolo Sasso nei territori misteriosi e profondi da cui origina la poesia e i suoi sottotesti anagrammatici inconsci. Attraverso i giochi combinatori della mente che presiedono segretamente al nascere dei versi, si potrà avere un saggio della vertigine creativa del linguaggio e delle sue architetture sonore e semantiche.

Il 24 ottobre, con la terza relazione tenuta dallo studioso di psicologia dell’arte Stefano Ferrari, l’aspetto perturbante del Doppio, tema di affascinante tradizione filosofica e letteraria, si confronterà con la produzione artistica dell’autoritratto, analizzandone i principali meccanismi psichici a partire dal controverso rapporto che ciascuno di noi intrattiene con la propria immagine e con il nucleo profondo da cui origina il senso più autentico della propria identità.

Spetterà infine al semiologo Paolo Fabbri, il 31 ottobre, il compito di concludere il ciclo di conferenze con le sue riflessioni sul perturbante erotico dell’arte, che ha segnato in modo incisivo la ricerca di ogni cultura estetica, in tutta l’evoluzione della storia dell’arte, tra forme e linguaggi, rappresentazione e idealizzazione del corpo nudo, della bellezza, del desiderio erotico. L’arte così intesa è dunque un linguaggio universale che parla ad ogni singola persona di qualcosa di profondo e sconosciuto che le appartiene e con cui può, attraverso l’opera, prendere contatto.


Rosita Lappi, riminese, è psicologa e psicoterapeuta, Membro Ordinario della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica e della International Association for Art and Psychology.
 
Ingresso libero. La partecipazione dei docenti è riconosciuta quale attività di formazione dal Ministero della Pubblica Istruzione in quanto promossa dai Musei comunali di Rimini, struttura accreditata con D.M. 177 /2000 e confermato con D.M. luglio 2006.

Info: tel. 0541/704416; 0541/704290.