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25-05-2004

Rimini si fa bella per la settimana della cultura

Dal 24 al 30 maggio ingresso gratuito al Museo della città

Nell'ambito della VI Settimana della Cultura, indetta dal Ministero per i Beni Culturali dal 24 al 30 maggio 2004, secondo una tradizione oramai consolidata il Museo offre alla Città ed ai suoi ospiti la possibilità di visitare le esposizioni permanenti del Museo della Città con ingresso gratuito.

Nel settecentesco Collegio dei Gesuiti, sede delle raccolte museali (via L. Tonini 1), si potranno ammirare il Lapidario romano, allestito nella suggestiva cornice del cortile interno, e le testimonianze della Rimini imperiale fra II e III secolo - la prima parte della sezione archeologica inaugurata nel maggio del 2003 - in cui figurano i reperti della domus di piazza Ferrari con l’eccezionale strumentario chirurgico accanto agli splendidi mosaici dalla domus di palazzo Diotallevi.

Il visitatore potrà quindi entrare nella Sezione storico-artistica seguendone i vari percorsi, alla scoperta dei tesori della Scuola riminese del Trecento, dei capolavori di età malatestiana, delle opere cinquecentesche, delle nature morte e dei personaggi rappresentati nei ritratti fra il XVIII ed il XX secolo.

Ancora, sarà possibile ammirare lo spazio dedicato all’arte e al design di Renato Zavagli detto René Gruau, l’artista di origine riminese scomparso in questi giorni che per oltre settant’anni è stato attivo nel campo dell’illustrazione di moda.

Il Museo della Città avrà il piacere di offrire ai graditi ospiti visite guidate gratuite, per gruppi di max. 25 persone, sia alla Sezione Archeologica che alla Sezione Artistica, secondo la seguente articolazione:

venerdì 28, sabato 29, domenica 30 maggio:

- ore 17 visita alla Sezione Archeologica

- ore 18 visita alla Sezione Artistica

Nell’arco della settimana il Museo resta aperto secondo il consueto orario:

da martedì a sabato 8,30-12,30 17-19

domenica 16-19

chiuso lunedì

Per informazioni e prenotazioni tel. 0541/21482

Si segnala inoltre l’opportunità di visitare, acquistando un unico biglietto (9 € l’intero, 6 € il ridotto) presso la sede espositiva di Castel Sismondo (tel. 0541.787669), sia la mostra Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini fra Cagnacci e Guercino sia il Museo della Città. La mostra, che si propone di illustrare un secolo di grande interesse per la Romagna e particolarmente per Rimini, è composta da due parti: la prima comprende le vicende delle strutture religiose e civili e la cultura della città seicentesca; la seconda le opere d’arte più significative prodotte per la città e per il suo territorio.

Nell’ambito della Settimana della Cultura saranno aperte le seguenti mostre:

Ci resta il nome. I luoghi della memoria della II Guerra Mondiale e della Guerra di Liberazione in Italia (1940-1945)

Pal del Podestà, I piano, dal 24 aprile al 6 giugno

orario 10-13 / 16-19,30 (lunedì chiuso). Ingresso libero

- La mostra fotografica espone un percorso di ricerca sul territorio nazionale condotto da Isabella Balena in almeno tre anni di lavoro e di viaggi intorno ai luoghi della memoria della Seconda Guerra Mondiale in Italia. Le immagini raccontano cimiteri militari, zone di sbarco e di battaglia, comunità locali vittime di eccidi: documenti del passato che rivivono nell’oggi, come luoghi visitati da veterani e da famigliari, destinati al lutto privato e nel contempo designati alle celebrazioni pubbliche.

  • Disincanto – mostra personale di Nadia Botteghi

Galleria dell’Immagine, palazzo Gambalunga, dall’8 al 29 maggio

orario 9,30-12,30 / 16-19; sabato 10-12 (domenica chiuso). Ingresso libero

- L’artista riminese propone installazioni di ispirazione concettuale come rielaborazione di un progetto nato negli anni ’70.

  • Romagna mia

Museo della Città, via L. Tonini, 1, dal 22 maggio al 29 agosto. Ingresso libero.

– Realizzata col sostanziale apporto della famiglia Casadei, la figlia Riccarda e le nipoti, titolari di Casadei Sonora, la mostra sarà composta da materiali diversi: fotografie, manifesti, locandine, dischi, copertine, pubblicazioni, registrazioni, video, dipinti ecc. oltre che, naturalmente, oggetti d’epoca tra cui alcuni pezzi pregiati appartenuti al musicista; e mostrerà genesi e affermazione di Romagna mia collocandola sia nel contesto degli anni Cinquanta, sia lungo l’evoluzione della musica popolare romagnola di Secondo Casadei che ne fu, insieme a Carlo Brighi, alfiere e fondatore. All’interno della mostra sarà presente una rassegna fotografica di 80 immagini di Andrea Samaritani che riproduce i luoghi ove si celebra oggi il liscio (dancing, balere, scuole di ballo, piazze)