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28-04-2004

Rimini festeggia i 50 anni di Romagna mia

21-23 maggio: tre giorni dedicati all'inno di Secondo Casadei con musica, ballo e momenti culturali

'Romagna mia' compie cinquant'anni. Per la ricorrenza, al valzer composto dallo 'Strauss della Romagna', come fu ribattezzato Secondo Casadei, la città di Rimini dedicherà una serie di eventi, in collaborazione con Casadei Sonora che conserva e diffonde l’eredità del musicista.

Dal 21 al 23 maggio 2004 la canzone, l’inno, la colonna sonora della Romagna che in 50 anni di vita ha venduto qualcosa come 5 milioni di copie, verrà celebrata con un programma dalla doppia caratteristica: vuole essere l’occasione di calamitare a Rimini un notevole pubblico di fan e curiosi e contemporaneamente procedere all’analisi culturale di una canzone nata ‘provinciale’ ma assurta a inno globale (in passato c'è stato chi addirittura l'ha proposta come inno nazionale in vece di 'Fratelli d'Italia'). Analizzare il fenomeno 'Romagna Mia' significa allora anche rispondere alla domanda: come è stato possibile lo 'sdoganamento' culturale di un motivo originariamente folkloristico?

Cuore della tre giorni riminese sarà la maxi maratona di ballo "liscio", aperta a tutti gli appassionati, che vedrà alternarsi – domenica 23 maggio in piazzale Fellini- alcune fra le più affermate orchestre specializzate nel genere per la gioia di migliaia di ballerini. Venerdì 21 maggio 'Romagna mia' sara' al centro di un convegno su lingua e dialetti e il 22 maggio verrà inaugurata un'esposizione documentaria con fotografie, locandine, registrazioni, video e altro materiale 'made in Casadei' nonché il servizio fotografico realizzato da Andrea Samaritani nel mondo attuale del liscio. La serata di sabato sarà dedicata al cinema e alla musica alla presenza dell’attore romagnolo Ivano Marescotti. Appendice spettacolare il 19 giugno: in occasione della tradizionale festa riminese 'Gradisca…l’estate', abitanti e turisti saranno invitati a tenersi per mano e a formare su venti chilometri di spiaggia un'unica catena, anzi un unico coro, che al momento stabilito intonera' l'inno della Romagna.

Il Programma dell’evento

Il clou della festa di Rimini sarà innanzi tutto un grande avvenimento musical-popolare che si svolgerà nel cuore della Rimini balneare – Piazzale Fellini - domenica 23 maggio a partire dalle 12 fino a mezzanotte. Si tratta di una maxi maratona di ballo "liscio", aperta a tutti gli appassionati, che vedrà alternarsi alcune fra le più affermate orchestre specializzate nel genere. Sarà una kermesse che animerà la città con almeno 3000 ballerini, in grandissima parte non professionisti. Per dodici ore, senza interruzioni, 250 artisti a suon di valzer, polka, mazurka, tango faranno ballare il cuore della Rimini balneare. In piazzale Fellini, a due passi dal mare e dal Grand Hotel caro a Fellini, sul grande palco 25 per 15 metri con maxi schermo, si alterneranno 15 orchestre.

Ma Romagna mia non è solo musica: le sue parole occupano uno spazio particolare a mezzo tra lingua letteraria, poesia, lingua comune. E sono nate in un habitat dialettale. Non a caso Secondo Casadei è l’inventore della canzone in dialetto. Basti citare un titolo: Un bès in biciclèta. Il caso Romagna mia offre, allora, anche lo spunto per un aggiornamento agli anni 2000 della antica "questione della lingua". La festa sarà per ciò introdotta da un convegno, organizzato in collaborazione con l'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Eccone il titolo esatto: Lingua e dialetti: beni culturali? Il convegno si terrà presso la Sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini (via Tonini 1) nella giornata di venerdì 21 maggio, con la presenza di autorevoli studiosi come, tra gli altri, Ezio Raimondi e Pier Vincenzo Mengaldo. Nel pomeriggio si terrà una tavola rotonda dedicata, al caso specifico di Romagna mia con la presenza di musicologi, antropologi, storici ed esperti di mass-media.

Sulle ragioni del successo strepitoso della canzone si interroga anche l’esposizione documentaria dedicata a Romagna mia che si inaugurerà nel pomeriggio di sabato 22 presso il Museo della Città di Rimini. Realizzata col sostanziale apporto della famiglia Casadei, la figlia Riccarda e le nipoti, titolari di Casadei Sonora, la mostra sarà composta da materiali diversi: fotografie, manifesti, locandine, dischi, copertine, pubblicazioni, registrazioni, video, dipinti ecc. oltre che, naturalmente, oggetti d’epoca tra cui alcuni pezzi pregiati appartenuti al musicista; e mostrerà genesi e affermazione di Romagna mia collocandola sia nel contesto degli anni Cinquanta, sia lungo l’evoluzione della musica popolare romagnola di Secondo Casadei che ne fu, insieme a Carlo Brighi alfiere e fondatore. L’esposizione comprenderà anche un servizio del fotografo Andrea Samaritani realizzato nei dancing e nel mondo attuale del liscio.

La serata di sabato, nella sala del cinema Fulgor caro a Federico Fellini, sarà all’insegna della musica e del grande schermo con la presenza dell’attore Ivano Marescotti, uno dei protagonisti del film in dialetto romagnolo "Berbablù" di cui verranno proiettati alcuni spezzoni in anteprima. Al termine, concerto del gruppo di musica da ballo romagnola dell’800 Taca Zaclèn che si rifà allo stile frenetico di Carlo Brighi detto Zaclèn (anatroccolo), l’uomo che preparò la strada a Secondo Casadei che, a sua volta, rifondò e impose in Italia e nel mondo il genere musicale di Romagna, in altri termini: il "liscio".

Romagna mia sarà infine ricordata, come detto, anche il 19 giugno nell’ambito della tradizionale grande festa popolare che si tiene sulla spiaggia, Gradisca. Per l’occasione, un coro da record si distenderà lungo la spiaggia da Gatteo a Rimini (ma è allo studio la possibilità di coinvolgere tutti i comuni della costa da Comacchio a Cattolica), per cantare e ricordare un valzer che ha fatto il giro del mondo.

Per informazioni, Iat tel 0541.56902