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Museo della Città e Domus del chirurgo

Museo della città e domus del chirurgo

In via L. Tonini, 1, accanto alla Chiesa del Suffragio, ospitato nel settecentesco collegio dei Gesuiti (per info tel. 0541.21482), il Museo della Città raccoglie il passato di Rimini. È una miniera di meraviglie e curiosità. Ci sono le piccole pedine che venivano usate come biglietti di ingresso all'Anfiteatro, statuine di gladiatori. Gruzzoli di spiccioli dell͛epoca romana, sfarzosi mosaici, anfore e laterizi delle fornaci di argilla aperte dai primi imprenditori riminesi.La sezione Archeologica del Museo presenta tutte le tappe della civiltà fino all'epoca romana e al tardoantico. Dedicata alla Rimini imperiale del II e III secolo, particolare risalto viene data alla Domus di Palazzo Diotallevi, celebre per il mosaico delle barche, e alla Domus del chirurgo di piazza Ferrari, nota per il ricchissimo strumentario del medico-chirurgo, una piccola Pompei riemersa dal buio dei secoli nel cuore storico di Rimini. Ad aprirsi agli occhi del visitatore è un'area archeologica di 700 mq. che ha restituito gli strumenti del lavoro di un chirurgo che operava all'interno di un'abitazione di Ariminum del III secolo, destinata in parte all'esercizio della professione medica e farmaceutica. La struttura si inserisce nello spazio urbano integrandosi nel giardino della piazza Ferrari: al suo interno un sistema di passerelle trasparenti, sospese sulle strutture antiche, ne consente un'agile lettura. Il caso ha voluto che la Domus si trovi proprio accanto al Museo, di cui fa parte integrante completandone il percorso. Continuiamo il percorso nel Museo della città con le opere della Pinacoteca, ove si possono ammirare dipinti, sculture e ceramiche, arazzi e oreficerie, l'imponente affresco con il Giudizio Universale proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino, i capolavori della Scuola Riminese del Trecento, il raffinato Crocifisso di Giovanni da Rimini e il prezioso polittico di Giuliano da Rimini, vasellame e boccali decorati con stemmi malatestiani, preziose tavole dell'età d'oro della signoria dei Malatesta commissionate da artisti di grande fama quali: Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio, Pisanello e Matteo de' Pasti, Guido Cagnacci, il Centino, il Guercino e Simone Cantarini. Il cortile interno ospita il Lapidario romano con un'ampia raccolta di iscrizioni dal I sec. a.C al IV d.C. La creatività del '900 domina nella sezione dedicata a René Gruau, mito della grafica mondiale e nella sala del "Libro dei sogni" di Federico Fellini. 

Museo della Città