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26-09-2016

“Lus” e “E’ Bal”: col Teatro delle Albe la voce diventa musica

Lus - ph Luca Del Pia

Doppio appuntamento con la storica compagnia ravennate, in scena martedì 27 settembre a Rimini con due testi del poeta Nevio Spadoni: alle 21 Ermanna Montanari diretta da Marco Martinelli dà voce a Bêlda, guaritrice e veggente che lotta con l’ipocrisia di paese. A seguire Roberto Magnani e Simone Marzocchi raccontano ‘il ballo’ di Ezia per sfuggire alla solitudine.

Due storie di donne Belda e Ezia, strette nella vita di paese. Due racconti dove la musica è protagonista e la si trova nelle corde di un contrabbasso, nel tintinnio metallico di strumenti mai visti, ma soprattutto nelle parole, che incantano, spiazzano, stridono.

Due spettacoli-concerti visionari, ispirati dalla penna del poeta romagnolo Nevio Spadoni e portati sul palcoscenico da una delle più affermate compagnie italiane, il Teatro delle Albe arricchiscono il programma collaterale della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, con uno speciale appuntamento.

Si comincia martedì alle 21 al Teatro degli Atti con LUS, concerto con Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato, diretto da Marco Martinelli, per poi spostarsi alle 22 alla sala Pamphili del Complesso degli Agostiniani per E’ BAL, spettacolo di e con Roberto Magnani e Simone Marzocchi. Una serata inedita e dedicata al dialetto come lingua di scena, percorso che il Teatro delle Albe ha abbracciato con lungimiranza da oltre vent’anni, mostrandone la forza poetica e musicale.  

Teatro in musica che fa parte del lungo curriculum di Ermanna Montanari, co-fondatrice delle Albe e tra le più apprezzate interpreti sulla scena italiana (tre premi Ubu all’attivo), che insieme a Luigi Ceccarelli ha già firmato L’Isola di Alcina a La mano. Connubio che si è rinnovato con LUS (‘luce’, produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione) un poemetto di Nevio Spadoni in lingua romagnola centrato su Bêlda, veggente e guaritrice delle campagne romagnole di inizio Novecento. Una figura potente di donna vittima dell'ipocrisia del paese, che nell’orgoglioso grido di rivolta contro la codardia degli uomini si permette un maleficio di morte ai danni di un “pretaccio”, colpevole di aver disseppellito la madre di lei. In questo concerto, il testo-preghiera-maledizione di Spadoni si sposa con un'architettura sonora originale realizzata da Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato (contrabbassista solista e compositore), in un’alchimia che vede in scena tre figure duellare con i loro "strumenti": la voce caleidoscopica della Montanari, Ceccarelli con il suo computer per l'elaborazione elettronica in tempo reale, e Roccato con il suo contrabbasso. LUS è un concerto che racconta, senza raccontare, la magia incantatoria dei suoni, antica come il mondo, incarnata con forza nel nostro presente, nelle “facce”, malate e abbacinate, nei gorghi di colore, sangue e mercurocromo dipinti ad acquerello da Margherita Manzelli.

“Nevio Spadoni ha scritto per me Lus, sulfureo poemetto in versi, dalla consistenza di grosse zolle di campo arato: questa materia bruna, generante, che al sole pare metallo, descrive bene la mia voce, come un fascio di rovi scorticanti – scrive Ermanna Montanari - Smangiata dall’ira, violata, senza possibilità di perdono, Bêlda invoca la luce, su di lei e sul mondo, la desidera per sé e per il mondo: “Signore non ci vuoi più?” chiede nella sua mirabile lingua di contadina, dopo aver scomposto e dilaniato la sua voce in un maleficio di vendetta contro il prete del villaggio. E ci spinge a perderci nelle “larghe” dei campi, a sfregarci gli occhi con la guazza del mattino per non diventare ciechi del tutto. Per non perdere la voce”.

 

Nasce da un testo di Nevio Spadoni anche E’ bal, lo spettacolo di e con Roberto Magnani (attore nato e cresciuto nella fucina della ‘non-scuola’ delle Albe) e il musicista Simone Marzocchi. E’ bal racconta la storia di Ezia, donna emarginata di un paese della campagna romagnola, vittima delle dicerie della gente, continuamente in cammino alla ricerca di un uomo da sposare. Questo suo andare in cerca assomiglia a un ballo, un continuo sgambettare che smuove tutto il corpo della giovane donna. Ezia è vittima dell’abbandono: ricorda solo una vecchia giostra, teatro a quanto pare del primo incontro con quel cavaliere che l’ha lasciata sola a ballare questa danza folle, che assomiglia a un sogno, che è la vita.

Con questo spettacolo Roberto Magnani prosegue il suo percorso di esplorazione del dialetto intrapreso nel 2009 con Odiséa di Tonino Guerra, affiancandosi al poliedrico compositore e trombettista Simone Marzocchi, che già da alcuni anni collabora con le Albe e che porta avanti da tempo una ricerca sul suono e sul linguaggio informale in musica.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare, ci siamo accorti che ancora prima delle immagini, l’anima del lavoro stava dentro al nostro orecchio – spiega Roberto Magnani - I suoni hanno preceduto e generato le visioni. Siamo partiti pensando alla voce di Ezia, come a un suono metallico pieno di ruggine, stridente, in contrasto con la musicalità del verso quinario del testo di Nevio. A partire da questa idea di suono-voce abbiamo pensato, inventato e costruito tre strumenti, tutti di metallo, che oltre alla tromba di Simone avrebbero musicato la storia e costituito gli elementi scenici. Mentre il lavoro nasceva e prendeva corpo, pensavo al “dialetto di ferro”, a quella potente immagine-concetto creata da Ermanna diversi anni fa, in cui faceva coincidere lingua materna e invenzione di oggetti di scena: ‘Il ferro è metallo fecondo e infernale insieme, principio attivo che apre la terra, è strumento satanico della guerra e della morte, ma è anche pietra guaritrice, il ferro è semplicemente metallo volgare, dialetto”.

 

Ingresso unico ai due spettacoli 12 euro. 

Informazioni di biglietteria: 0541. 0541 793811 dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30 - biglietteriateatro@comune.rimini  www.sagramusicalemalatestiana.it