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24-07-2001

Le mille acrobazie del kite-surf

Volare sull'acqua spinti da un'aquilone
Decollo, volo e poi... mille capriole sul mare: tu chiamale, se vuoi, emozioni. Sono le infinite possibilità di divertimento di uno sport letteralmente sulla breccia oggi a Rimini e nella Riviera adriatica: il kite-surf, che significa fare surf con una tavola trainata da un grande aquilone.
Tre anni fa, quando i primi appassionati cominciarono a inventare i voli più strani e spettacolari, nessuno forse avrebbe scommesso sulla rapida crescita di uno sport che richiede tanto allenamento, fatica e forza fisica. Ma il miracolo oggi succede, e attorno a centinaia di sportivi che prendono il largo dalla battigia trasportati dal vento (bastano 8 - 9 nodi, mentre per il wind-surf ce ne vogliono almeno 15), stupefatti si accalcano lungo la spiaggia migliaia di turisti che si divertono ad ammirare da lontano acrobazie impensate.
Una volta c'era lo sci nautico - ancora oggi molto praticato -, poi con il boom di surf e wind-surf e, più recentemente, di snow-board e wake-board, le tecniche e le invenzioni si sono evolute, mettendo a battesimo uno sport che surclassa tutti gli altri quanto a spettacolarità: il kite-surf, infatti, consente letteralmente di volare sull'acqua, a differenza delle altre discipline.
Grebbare (aggrapparsi con una sola mano), fare loop (capriole e rotazioni), essere soprainvelati (avere molta vela, quindi molta potenza), fare dead-man (il caro estinto si tuffa in acqua per poi riemergere), table-top (la tavola gira su se stessa), head-down (a testa in giù): così si parlano tra loro i campioni di kite-surf, impegnati ogni giorno a inventare nuovi salti - e ce ne sono a centinaia - per divertirsi e divertire, evolvendo di volta in volta il loro free-style.
I requisiti, come già detto, sono la forza fisica e un grande allenamento: ma tutti, giurano gli istruttori, ce la possono fare, non è uno sport da "palestrati". Basta avere pazienza e mettersi nelle mani, almeno all'inizio, di un buon maestro. Poi, una volta imparata la tecnica, con circa tre milioni si acquista tutto il necessario: l'obbligatorio giubbotto salvagente, la tavola, la muta, la barra, i cavi sintetici che portano fino a 300 kg di pressione, l'aquilone con ampiezza massima di 20 metri quadrati.
E per chi vuole limitarsi a fare da spettatore, il divertimento è assicurato praticamente tutti i giorni: molti sono gli stabilimenti balneari che ospitano gli sportivi e forniscono un corridoio di ingresso, con il permesso della Capitaneria di porto, verso il mare aperto: per regolamento si naviga oltre i 300 metri dalla costa. A Rimini molti appassionati si radunano al Bagno 28 (tel. 054127607) e al Bagno 86 (tel. 0541384513): i campioni più ammirati si chiamano Napo, Matteo, Canale, Neri, e infine Ulisse che si è guadagnato da poco la medaglia d'argento al campionato italiano della specialità, in una memorabile gara al largo del Marano fra Rimini e Riccione.