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30-01-2003

Il ritorno di Boscovich a Rimini

Fino al 15 febbraio una mostra ricorda i rilievi geodetici del gesuita dalmata

Prosegue sino al 15 febbraio nelle Sale antiche della Biblioteca Gambalunga, Via Gambalunga 27, la mostra storico documentaria Ruggero Giuseppe Boscovich, mezzo turco, matematico pontificio a Rimini, a cura della Biblioteca Gambalunga in collaborazione con l’IBC.

La mostra viene organizzata in occasione del duecentocinquantesimo anniversario dei rilievi geodetici effettuati a Rimini dal gesuita dalmata Ruggiero Giuseppe Boscovich (1711-1787), uno dei maggiori scienziati del Settecento, considerato il fondatore della Specola di Brera e noto in Europa come astronomo, matematico, geodeta, filosofo naturale.

La mostra intende illustrare in particolare quella che può ritenersi una delle più importanti rilevazioni geodetiche e geografiche del Settecento europeo. La rilevazione s’inseriva nell’acceso dibattito sulla forma della Terra - se fosse schiacciata ai poli o all’equatore -, che vedeva opposti Newton e Cassini. Boscovich sosteneva la necessità di misurare gli archi di meridiano a latitudini intermedie: l’offerta di stendere la carta dei domini papali gli consentì anche di misurare l’arco di meridiano tra Roma e Rimini, imprese entrambe realizzate con l’aiuto del matematico e confratello Christopher Maire tra l’ottobre 1750 e il novembre 1752.

La mostra, che presenta atlanti, carte geografiche, mappe, disegni, libri e strumenti dell'epoca, è curata dal prof. Enrico Gamba, storico della scienza e della tecnica, e dalla dr.ssa Paola Delbianco, responsabile della Sezione Manoscritti e Fondi antichi della Gambalunga, ed è corredata da un catalogo edito dalla Soprintendenza ai Beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna nella collana "IBC. Immagini e Documenti". I materiali documentari provengono, oltre che dalla Biblioteca Gambalunga, dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, dalla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna, dal Museo della Specola dell'Università di Bologna, dall'Archivio di Stato e dal Santuario delle Grazie di Rimini.