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24-07-2012

In dedica al S.Giacomo di Simone Cantarini

Conversazione d’arte con Massimo Pulini mercoledì 25 luglio al Museo della Città

Mercoledì 25 luglio, festa di S.Giacomo, il Museo della città di Rimini celebra il quarto centenario della nascita di Simone Cantarini detto il pesarese ricordandone il dipinto più alto e celebre presente nelle collezioni riminesi, il S.Giacomo in gloria, databile verso 1640.

Per l’occasione Massimo Pulini, storico dell’arte e attento conoscitore delle espressioni pittoriche del ‘600 italiano, terrà alle ore 21 di mercoledì 25 luglio 2012 nella Sala del Giudizio del Museo, una conferenza dal titolo in dedica al S.Giacomo di Simone Cantarini.
Durante la serata sarà presentato eccezionalmente anche il disegno preparatorio del celebre dipinto riminese, proveniente da collezione privata e prestato per la conferenza e l’incontro di studio.

Dipinto importante nell’ambito della cultura artistica riminese, Il San Giacomo in gloria esprime il folgorante incontro di Simone Cantarini con la pittura di Guido Reni, suo maestro bolognese, amato e contestato.

Il dipinto compare citato costantemente nella storiografia ufficiale che si è occupata del patrimonio della città, dall’Algarotti (che lo segnalò tra i migliori di Rimini) al Marcheselli; molto ammirato per i suoi colori tenui e smaglianti assieme, per la chiarezza della composizione, “con angeli belli a gambe incrociate nel cielo, in penombra, e col santo che, in confronto al fare ideale del Reni, somiglia a un biondo moschettiere” (Francesco Arcangeli, 1958), il dipinto lasciò un seguito importante in pittori come il Centino e incise lungamente nell’ambiente pittorico riminese sino al ‘700.

E’ verosimile che la tela sia stata dipinta come stendardo per la confraternita di San Giacomo, e ciò sia per il formato che per le dimensioni, ma va anche sottolineata l’immagine e l’iconografia del santo, solitario e immanente nella figura, in un tripudio di nuvole dorate, pur dotato di naturalistica umanità. L’apostolo indossa il manto azzurro e la veste bianca (come era costume per gli appartenenti alla confraternita di San Giacomo), sulle spalle il ‘sanrocchino’ scuro con la conchiglia del pellegrino che ricorda il suo viaggio a Santiago di Compostella.

Il dipinto è pervenuto nel 1924 nella Pinacoteca civica di Rimini dopo che le soppressioni napoleoniche decretarono la chiusura dell’Oratorio di San Giacomo (1797) e dopo il suo passaggio nella quadreria del Palazzo Pubblico.

Lo studioso Massimo Pulini metterà in relazione il dipinto con gli studi preparatori, in una carrellata originale ed inedita di opere di Simone Cantarini lette attraverso le diverse redazioni, antitetiche e a volte contrastanti, inclini ad esiti tormentati, incupiti nei toni e forse per ciò più aderenti alla sue più profonde e vere propensioni di gusto; fu artista profondo e prolifico, inquieto e versatile, Cantarini, diviso tra l’ammirazione sconfinata verso il maestro bolognese (Reni) e una ribellione mai sopita come si evince nelle numerose prove grafiche e pittoriche, espresse durante l’arco della sua operosissima e breve vita. Come sottolinea lo stesso Pulini, una esistenza, quella del pittore pesarese, spesa per l’arte e che non raggiunse nemmeno il “fatidico trentasettesimo anno, vita avvelenata alla corte di Mantova, forse da qualche rivale che non resse la sua sfrontatezza, ormai famosa sia nell’arte che nell’amore”.

La conferenza rientra tra gli eventi celebrativi del 2012 per i 400 anni della nascita di Simone Cantarini, genio ribelle, promossi dal Comune di Rimini, congiuntamente ai Comuni di Pesaro e Fano.
Il 15 dicembre prossimo il Museo della Città di Rimini inaugurerà la mostra Nel segno di Simone Cantarini. Disegni e incisioni dalla Biblioteca di Pesaro, omaggiando così anche la produzione grafica del geniale artista. La mostra si concluderà il 3 febbraio 2013.