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19-09-2003

Comunicazione e territorio, come comunica il Comune di Rimini

L'intervento del Sindaco Ravaioli al ComPa 2003

Il Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli è intervenuto giovedì 18 settembre a una tavola rotonda del Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino ‘ComPa’ di Bologna dal tema ‘Comunicazione e Territorio, come comunicano i Comuni italiani’. Relatori, oltre al Sindaco, Elisabetta Tesi (responsabile nazionale per la comunicazione Anci), Gianni Cottardo (presidente Associazione Tp), Sergio Scamuzzi (docente di metodologie della ricerca sociale all’Università di Torino), Michele Porcari (Sindaco del Comune di Matera) e Francesco Prina (Sindaco del Comune di Corbetta). Ecco alcuni passaggi dell’intervento del Sindaco.

"Alla vigilia della mia elezione a Sindaco dissi che avrei fatto del "saper ascoltare" uno dei punti cardine del mio mandato, una pratica quotidiana dell'amministrazione che mi onoro di guidare. Tale slogan non era tanto un ammiccamento elettorale ma voleva mettere in luce un aspetto sempre più importante dell'amministrare quotidiano. Ascoltare la voce, anzi le voci dei cittadini, implica instaurare con essi un rapporto capillare, dinamico; richiede una comunicazione costante delle scelte, dei programmi, dei servizi che un’amministrazione pone in essere per migliorare la qualità complessiva della vita. Questo rapporto per così dire interattivo con gli stessi cittadini ha, a mio avviso, un'altra conseguenza fondamentale: conoscere le aspettative della città significa fare chiarezza sulle scelte strategiche di fondo che non solo migliorano nella sostanza una realtà, ma ne rendono naturalmente più nitida e fruibile anche l'immagine generale. Sono partito da un riferimento personale per esemplificare un concetto: la comunicazione del proprio territorio sta diventando priorità e tema politico anche nell'amministrazione quotidiana. Tanto più se, come è il caso di Rimini, si tratta di una realtà che da 50 anni a questa parte ha fatto dell'immagine un proprio punto di forza. Forse può stupire, ma questa che è senza dubbio una delle eccellenze di una realtà territoriale che conta su 130 mila residenti ma che alla fine dell'anno registra mediamente 12-13 milioni di presenze turistiche, è frutto di spontaneismo ed entusiasmo piuttosto che di una razionale programmazione. L'irripetibilità storica del 'miracolo' Rimini si spiega anche con gli strumenti di promozione del territorio: tanti, tantissimi, sia appartenenti al pubblico che a canali privati, ma senza un vero coordinamento. Quest’assenza però, da qualche anno a questa parte fa particolarmente sentire. E’ per questo che gli enti pubblici e i privati che raccontano e promuovono Rimini stanno cercando di realizzare un ombrello comunicazionale omogeneo. Da quando sono sindaco di Rimini, vale a dire dal '99, ho messo tra i principali impegni nell’agenda proprio il rinnovamento della comunicazione ampliandone gli obiettivi e migliorandone l’efficienza e gli standard tecnologici con un impiego maggiore di risorse umane e finanziarie. Cosa comunichiamo ai turisti? Quanto è bello il nostro mare, quanto speciali sono i nostri eventi, quanto convenienti sono i nostri ristoranti, quanto importanti sono i nostri musei? Certo, ma non soprattutto. Io credo che la comunicazione turistica più efficace sia quella che non è troppo distante dall'informazione che si dà ai cittadini: è naturale che rivolgersi a visitatori esterni significhi stimolarne la curiosità attraverso uno slogan che sintetizzi un'emozione, ma il prodotto "Rimini", il suo intrinseco valore, non si allontana troppo dalla presentazione dei servizi e del loro utilizzo. Dunque comunicare un territorio anche e soprattutto per la capitale delle vacanze vuol dire comunicare il funzionamento delle sue eccellenze che valgono sia per il visitatore che per il cittadino residente. "Parlare" di Rimini vuol dire considerare una realtà di 1200 alberghi, con 39 mila camere, 230 stabilimenti balneari su 15 km di costa, 370 tra ristoranti e pizzerie, una nuova darsena con 680 posti barca, una Fiera inaugurata due anni fa con una superficie espositiva di 110 mila mq e più di 30 manifestazioni in calendario, 3 parchi tematici, 30 km di piste ciclabili, 2 musei ed altre importanti opere infrastrutturali già in cantiere come il nuovo palacongressi, il progetto del nuovo polo del benessere nell’area terme.

La tradizionale capitale del turismo è oggi un caleidoscopio complesso, un sistema di attività strettamente collegate dove accanto alla famosa cartolina mare spiaggia si è ampliata la mappa di una città dei servizi e dalle mille offerte nel comparto del divertimento, del turismo congressuale, culturale, dell’enogastronomia, del benessere. Un sistema turistico che vive ormai dodici mesi all’anno.

Il ruolo di cui ci siamo investiti è stato quello, a livello interno, di comunicare il senso di appartenenza a questo sistema e di trasmettere all’esterno la "forza" del marchio Rimini, un marchio capace di sostenere la competizione a livello mondiale.

Ogni ente, e associazione sul territorio svolge autonomamente attività di comunicazione per il proprio settore di competenza ma come amministrazione, oltrechè curare la parte di nostra competenza, ci siamo posti l’obiettivo di fare da collettori e "incanalare" le singole attività in un unico flusso comunicativo

E’ stato così indispensabile svolgere un’azione sinergica e di "raccolta" dalle istituzioni pubbliche e private che agiscono sul territorio riminese come Apt (azienda di promozione turistica) Ente Fiera e il Convention Bureau, Rimini Terme spa per tutto il capitolo riguardante l’offerta di benessere e di turismo, Istituti culturali come la Fondazione Fellini per il nostro simbolo universalmente conosciuto e cioè la figura del Maestro di cui proprio quest’anno ricorrono i dieci anni dalla morte con un fitto calendario di mostre e manifestazioni.

Sarebbe noioso un elenco di servizi, strumenti e materiali che abbiamo realizzato per mettere in rete l’enorme mole di informazioni e opportunità che formano il ‘prodotto’ Rimini, voglio solo citare alcuni esempi: l’incremento della rete di uffici Iat (informazione e accoglienza turistica), che adesso conta sette postazioni, con l’apertura di tre nuovi sportelli presso il Palacongressi, la Nuova Fiera e l’Aeroporto, il potenziamento del sito di Riminiturismo (1.500.000 mila pagine visitate quest’estate, quasi il rispetto al 2002) con una nuova sezione che contiene online la nuova guida turistica della città di Rimini in italiano, inglese, francese e tedesco e un motore di ricerca potenziato.

Proprio la guida di Rimini per il turista stampata in 200 mila copie, comprensiva di quattro folder tematici dedicati alle vacanze dei ‘Bambini’ dei ‘Giovani’, dei ‘Senior’ e ai principali ‘Eventi 2003’ e distribuita porta a porta presso i 1300 alberghi e 230 stabilimenti balneari, rappresenta l’ultimo prodotto studiato e realizzato anche in previsione di una presenza sempre maggiore a fiere e saloni del turismo nazionali ed internazionali.

Abbiamo cercato di dare risposta a due esigenze fondamentali: offrire una vera informazione di servizio al visitatore e sviluppare attraverso la comunicazione le peculiarità fondanti il territorio e l’immagine riminese vale a dire la vacanza a dimensione d’uomo, la cultura dell’ospitalità, il divertimento sano, le mille offerte, l’innovazione, il buongusto.

Medesima importanza abbiamo dato alla comunicazione-promozione degli eventi estivi con la decisione di abbattere gli steccati tra i vari assessorati e realizzando un unico volume che raccoglie ben 500 appuntamenti di spettacolo, sport e cultura sul territorio riminese (con breve descrizione, luoghi di svolgimento, date ed orari), dalla vetrina dei burattini a una storica manifestazione di rilievo internazionale come la Sagra Musicale Malatestiana. La realizzazione della copertina insieme ad una serie di disegni è stata affidata da quest’anno a un artista di fama internazionale, Gianluigi Toccafondo. Non si è trattato di una scelta una tantum ma l’inizio di un percorso lungo il quale ad ogni estate verrà dato incarico a pittori e illustratori prestigiosi di tracciare l’immagine di Rimini. Tanti "quadri" della città rappresentano un eccellente veicolo di comunicazione e fra dieci anni costituiranno un patrimonio artistico, insieme agli storici manifesti di Dudovitch e alle opere di un grande riminese, Renè Gruau. Mi limito a concludere con una provocazione: non è che meno pensiamo comunicazione e meglio la facciamo? A parte gli scherzi non lo credo. Certo è che 1) ogni singola azione deve immergersi in un contesto definito 2) non si può avere la pretesa di migliorare l'immagine complessiva di un territorio in un mese o un anno 3) anche la migliore comunicazione non può nascondere un cattivo prodotto.