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13-05-2005

Amarcord fantastica Rimini

Fino al 28 agosto in mostra al Museo Fellini

L’estate del Museo Fellini si colora delle suggestioni della Rimini di un tempo: impossibile, infatti, che la parola amarcord non evochi il capolavoro di Federico e la meravigliosa atmosfera del film che il Maestro diresse nel 1973. Con la mostra ‘Fantastica Rimini’ dedicata all’indimenticato capolavoro del Maestro, la Fondazione Fellini dà il via a Fellini Estate, la tradizionale serie di eventi organizzata dalla Fondazione che si tiene durante i mesi estivi a Rimini.

Un percorso fra la Rimini degli anni ’30, l’adolescenza di Titta, lo zio Pataca, il "Voglio una donna!" gridato da Ingrassia, personaggi bizzarri come la Volpina o il fisarmonicista cieco; l’educazione del ragazzo, scolastica ed erotica, con le fantasie sulla Gradisca e sulla prosperosa tabaccaia. E ancora il passaggio della Mille Miglia, la visione del Rex; momenti di cinema che sono oramai entrati nell’immaginario collettivo.

Una "fantastica Rimini" che all’epoca del film fu ricostruita interamente a Cinecittà senza perdere nulla della propria autenticità, ma anzi risultando, proprio perché ricreata, "più vera del vero". Una visione geniale della città che valse al Maestro un Oscar e che rivivrà nelle sale del Museo dal 6 al 28 agosto 2005.

Al Museo Fellini di Rimini in via Clementini (angolo via Oberdan) la Fondazione Fellini (presieduta da Pupi Avati e diretta da Vittorio Boarini) allestisce un percorso che tocca momenti e luoghi del film, e ricrea l’atmosfera di quella Rimini.

All’interno della mostra sarà possibile visionare una nutrita serie (una ventina) di disegni del Maestro riguardanti Amarcord (dalla collezione di Rita e Norma Giacchero, a lungo sue collaboratrici, che li hanno gentilmente concessi per l’occasione), e che fissano tipologie, caratteri, volti, personaggi, schizzi di scene, alcuni dei quali fedelmente ripresi nel film, altri rimasti in vita solo sulla carta, e dunque l’esposizione riminese sarà anche occasione per uno sguardo inedito sul film. Alcune fotografie di Davide Minghini (dal Fondo Minghini Biblioteca Civica Gambalunga) che per Amarcord realizzò scatti di luoghi e di volti in città e ritratti dal set a Cinecittà (l’unico aiuto che Fellini ebbe per utilizzare come soggetto del film la "vera Rimini"); la sceneggiatura dattiloscritta in una delle prime stesure, quando Amarcord ancora si intitolava Il borgo; una decina di fotobuste originali, che accompagnarono all’epoca l’uscita del film; foto ricavate da fotogrammi, raffiguranti anche luoghi caratteristici di Rimini; e altro ancora, inserito in una cornice spettacolare che consentirà ai visitatori di sentirsi immersi nel tema della mostra.

Per l’occasione verrà pubblicato un numero monografico della rivista "Fellini Amarcord"; non un catalogo, ma qualcosa di più, uno strumento critico e filologico che riproduce sì tutti i disegni in mostra, ma che è altresì utilissimo per comprendere oggi il valore dl film.

Saranno inoltre a disposizione del pubblico l’opuscolo dedicato all’esposizione, il manifesto del film e t-shirt raffiguranti disegni del Maestro che rappresentano alcuni personaggi della pellicola.

La mostra resta aperta (ore 16.30-19.30, sabato e domenica anche al mattino dalle 10 alle 12) dal 6 maggio al 28 agosto; chiuso lunedì; l’ingresso è gratuito. Sono previste visite su prenotazione per gruppi e comitive.

L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Federico Fellini con il contributo della Direzione Generale Cinema – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Rimini e con la collaborazione della Biblioteca Civica Gambalunghiana e della Cineteca del Comune di Rimini.

 

Per informazioni:

Fondazione Fellini

tel. 0541-50085

fondazione@federicofellini.it, museo@federicofellini.it

www.federicofellini.it